Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Stato civile: zitella convinta

Inseriti nell’ampia categoria delle Zitelle, che coi tempi di politically correct che corrono dobbiamo obbligatoriamente appellare single, sono da ravvisare due gruppi, che contengono, sì, il medesimo appellativo ma che nei fatti si discostano dalla categoria: il gruppo delle Zitelle inside e quello delle Zitelle total look.

Partiamo dalla definizione del dizionario: Zitella, donna nubile d’età avanzata; per lo più con un’idea di femminilità appassita e di umore bisbetico. Parliamo quindi di donne che, nella generalizzazione svilente e banalizzante, essendo rimaste senza le gioie (?) del matrimonio, sono diventate meno tenere e malleabili, anzi, davvero incattivite nei confronti del mondo.

Al primo gruppo, quello delle Zitelle inside, appartengono donne che, seppur sposate, fidanzate, conviventi, amanti, insomma in un modo o nell’altro coinvolte in una qualche relazione sentimentale, mantengono costante uno spirito interiore di donna un po’ precocemente invecchiata, qualsiasi età abbia nella realtà, e con un temperamento alquanto lagnoso, facilmente irritabile, praticamente intrattabile e, infine, eternamente insoddisfatta.

Alle donne di questo gruppo mi verrebbe sinceramente da dire “Ma che ti manca? L’uomo ce l’hai. Vecchia non sei. Evita di essere rompiscatole e sempre scontenta!”.

Del secondo gruppo, invece, quello delle Zitelle total look, fanno parte donne, anche loro sposate, fidanzate, conviventi, amanti, insomma in un modo o nell’altro coinvolte in una qualche relazione sentimentale, che conservano inalterato un aspetto esteriore che non può definirsi in altro modo se non da zitelle. Quelle, insomma, che vedi sistematicamente sole, trasandate, zero-sensuali, che parlano esclusivamente in prima persona, e che, soprattutto, incontri praticamente a qualsiasi ora e ovunque in città, proprio come se non avessero nessun altro impegno nella loro vita.

Quando una di queste donne pronuncia improvvisamente, e inaspettatamente, la frase “Perché sai, mio marito non ama il mare e così andremo in vacanza in montagna…”, io, oltre a dover obbligatoriamente mistificare lo strabuzzamento degli occhi, ingoio prodigiosamente e opportunamente la domanda che vorrebbe schizzar fuori dalla bocca, “Ma perché, tu sei sposata???”. (Sì, proprio con tre punti di domanda!)

Il primo gruppo riunisce donne la cui interiorità più profonda non si riesce a discostare dallo status di nubilato: status voluto ad oltranza, mai modificato e strenuamente difeso; il secondo, invece, mette insieme signore che unicamente nell’esteriorità, assumono l’aria di tristi e sconsolate donne sole e senza speranza alcuna di avere un legame affettivo.

C’è, in entrambi i casi, un voluto o un inconscio rifiuto della scelta operata?

C’è, in entrambi i casi, una strategia per vivere in maniera alternativa la propria realtà?

C’è, in entrambi i casi…

Ma che ci sta??

Se sei single o zitella, nulla da dire. Punto.

Ma se sei sposata, fidanzata, convivente, amante, insomma in un modo o nell’altro coinvolta in una qualche relazione sentimentale, ebbene, fammi il piacere, goditela, e sta’ lontano dalla zitellagine!

Luciana Pennino

“Quando c’è una zitella in casa, i cani da guardia sono inutili.” (Honoré de Balzac)