Ground Control to Major Tom,  Ground Control to Major Tom…” ecco i versi di apertura, accompagnati dalle prime note di “Space Oddity”, cosi` si è aperto il concerto di Marco Francini e la Bowie Band, che si è tenuto venerdì 4 marzo allo ZTL di Marco Zurzolo. Bowie è stato mio compagno di avventure da quando avevo 16 anni, ed è dallo scorso 10 gennaio, quando è arrivata la notizia della sua inaspettata scomparsa,  che non sono stata realmente capace di ascoltare nessuna delle sue canzoni per intero, ‘troppo triste!’, mi dicevo. Così mi sono fatta coraggio e sono andata ad assistere ad un concerto di Bowie per così dire dal ‘vivo’. “…Take your protein pills and put your helmet on…” continua la canzone, c’è qualcosa che non và, la musica è bella, i musicisti sono eccezionali, ma la voce non è la sua. “…Ground Control to Major Tom Commencing countdown, engines on…”, strano, ma mi ritrovo a mormorare le parole della canzone. “…Check ignition and may God’s love be with you…”, senza neanche accorgermene, peraltro. “…Ten, Nine, Eight, Seven, Six, Five, Four, Three, Two, One, Liftoff. This is Ground Control to Major Tom…”, ecco…ora sono ad un concerto di Bowie, sto cantando e porto il ritmo con il mio piede sinistro, c’è la sua musica, suonata ed interpretata dagli incredibili musicisti: Marco Francini e la Bowie Band, e lui attraverso quelle note è li sul palco con loro.

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La band prosegue con Ziggy Stardust, per poi intonare Starman, in versione “Madness”.  Jean Genie segue con uno stile molto funky; e Rebel Rebel, è invece, resa più come una ‘Rock Ballad’. Le prime note di Life on Mars?, mi fanno venire le la crime agli occhi: ho 20 anni, sono al Glass Spider Tour, o forse al Sound & Vision Tour, e, sto in prima fila, a guardare Mr Bowie. Ma la carismatica Heroes mi riporta al ‘futuro’, allo ‘here and now’ dello ZTL. La canzone, creata nel periodo berlinese (fine anni 70) insieme ad Iggy Pop e Brian Eno, è scritta nel momento più buio per Bowie, ma anche quello più sperimentale. La Bowie Band riesce a catturare ammirabilmente l’atmosfera di quegli anni.  Con  Moon of Alabama di Kurt Weill e Bertold Brecht si concludono gli anni ’70, con un tocco della Berlino degli anni ’20, dimostrando la versatilità di un artista che in più di 40 anni di carriera, ha coperto quasi tutti i generi musicali.  Ashes to Ashes apre gli anni ’80 e ci dice di stare lontano da Major Tom perche` “Major Tom’s a junkie” (Major Tom è un tossico), la canzone è bellissima, ma malinconica, e Marco Francini ne coglie pienamente il senso con la sua interpretazione. Let’s Dance, Modern Love e China Girl, inaugurano un periodo più commerciale per Bowie (Let’s Dance lo porterà all’apice delle classifiche sia europee che americane), ma sempre di alta qualità. Con queste tre cazoni si conclude la carrellata nella musica dell’artista inglese.

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Le ultime due canzoni Let’s spend the night together dei Rolling Stones e Take a walk on the wild side di Lou Reed (con un impressionante intervento al sassofono dello stesso Marco Zurzolo), sono state la ciliegina sulla torta di una serata passata sotto un incantesimo temporale che mi ha fatto, di nuovo, trascorrere un pò di tempo con un mio vecchio e caro amico. Marco Francini and the Bowie Band, si sono rivelati dei profondi ed intelligenti conoscitori della musica di Bowie, sono riusciti nella difficile impresa di conservare le atmosfere della sua musica.  Hanno dato la loro impronta, pur conservando l’essenza dello stile del Duca Bianco.

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Marco Francini cantante, autore, attore, protagonista della scena musicale dall’82. Vincitore dei Premi Musicultura ’93 e ’95, Premio Carosone 2004 e L’isola che non c’era 2006.  Nel 2013 fonda la Bowie Band, omaggiando il Duca Bianco. La Bowie Band è composta da Carmine Brachi già batterista degli Amigdala, Francesco Manna percussionista, ricercatore della musica del mediterraneo, Luigi Brunetti chitarra e voce protagonista della new wave napoletana degli anni ’80 e co-autore della Rete Comar, Vittorio Nicoletti basso e voce, co-autore della Rete Comar e protagonista della new napoletana degli anni ’80 con il gruppo 666, Massimo Curcio chitarra e voce leader dei 666.

Marco Francini voce e chitarra
Gigi Brunetti chitarra e voce
Marco Gesualdi chitarra
Massimo Curcio chitarra
Vittorio Nicoletti basso e voce
Carmine Brachi batteria
Francesco Manna percussioni

Simona Caruso