Presso la sala congressi dell’Ospedale Monaldi di Napoli si svolgerà la tavola rotonda nazionale sulla cura e prevenzione dell’Ipertensione Polmonare.
Il meeting si svolgerà in presenza (in sicurezza e nel rispetto delle norme anti Covid) e in video streaming dalle ore 15:30 di mercoledì 5 maggio e sarà trasmesso al pubblico, sia in italiano che in inglese, attraverso le pagine social della web tv Unica Channel e sul canale Youtube e Facebook dell’A.M.I.P.

Intervengono:
da Napoli, presso Ospedale Monaldi, il Prof. Michele D’Alto e i Dott. Emanuele RomeoPaola Argiento, Proff.ssa Maria Giovanna Russo. Da Roma, presso Università La Sapienza, i Prof. Dario Vizza, Roberto Badagliacca. Da Roma, dall’associazione IPHNET, il Prof. Francesco Parisi. Da Pavia, presso Policlinico San Matteo, i Prof. Stefano Ghio, Dott.ssa Laura Scelsi e Prof. Andrea Maria D’Armini. Da Torino, presso Ospedale Le Molinette, il Prof. Carlo Albera, Dott. Mauro Mangiapia. Da Palermo, dall’ISMETT, il Prof. Patrizio Vitulo. Da Roma, dalla sede dell’Associazione pazienti AMIP, Laura Gagliardini Vittorio Vivenzio.

L’Ipertensione Polmonare è una malattia rara caratterizzata da un restringimento delle arteriole polmonari che provoca scompenso cardiaco. Si stima che in Europa vi siano circa 25.000 pazienti ed in Italia circa 3.000 che in piena pandemia da Covid-19 hanno rischiato, e tutt’oggi rischiano, gravi conseguenze se contagiati. 

I pazienti con ipertensione arteriosa polmonare sono a tutti gli effetti pazienti fragili che vanno tutelati attraverso una vaccinazione capillare e tempestiva ed anche con assistenza erogata in sicurezza con l’uso di strategie comunicative di telemedicina. Per i pazienti più gravi, tuttavia, è garantito sempre l’accesso agli Ospedali.
L’I.P. è una patologia che spesso il paziente ignora di avere e colpisce più le donne che gli uomini (oltre il 70% donne); è più frequente tra i 20 e i 60 anni ma interessa anche le fasce estreme di età (tra i pazienti vi sono anche bambini e anziani).
I sintomi sono poco specifici e comuni a molte malattie cardiologiche e pneumologiche:
astenia (stanchezza), dispnea (affanno), sensazione di fiato corto, facile affaticabilità.
La sopravvivenza dei pazienti con Ipertensione Polmonare e la loro qualità di vita è nettamente migliorata nel corso degli anni grazie a una serie di fattori: una maggiore conoscenza della malattia, incremento dell’esperienza dei centri, ricerca scientifica, nuovi farmaci e strategie terapeutiche più aggressive ed efficaci. Questo lavoro sinergico ha determinato ottimi risultati.
In genere, non si guarisce completamente dall’ipertensione arteriosa polmonare, se non in rari casi di pazienti “super-responders” alle terapie. Tuttavia, si ottiene un netto miglioramento dello stato clinico, si rallenta o si arresta la progressione della malattia e il paziente ritorna alle sue comuni attività.

E’ fondamentale diagnosticare tempestivamente la patologia attraverso la conoscenza, e i sintomi che causa, ma soprattutto attraverso la creazione di una rete tra centri più esperti e centri meno esperti, in questo modo e possibile giungere a una diagnosi precoce ottenendo buoni risultati.