La nostra inviata a Roma Pamela Damiana Cito

La mattina è cominciata presto, intorno alle 6, quando in via Argine sono arrivati alla spicciolata i lavoratori, i rappresentanti sindacali e l’assessore al lavoro del comune di Napoli, Monica Bonanno. Il pullman è partito intorno alle 6:30 dallo stabilimento Whirpool per raggiungere Roma, dove si è svolto l’incontro tra il ministro Luigi Di Maio e i rappresentanti dell’azienda.
Cinque sono le proposte ipotizzate: la prima, e meno conveniente per l’azienda, è quella di continuare a produrre lavatrici ad alta gamma incrementandone la produzione. In sostanza ciò che prevedeva il “Piano Italia” per il triennio 2018-21; la seconda ipotizza di spostare produzioni da altri stabilimenti italiani a Napoli, con il rischio, però, di creare problemi altrove; la terza prevederebbe il reshoring, ovvero il rientro in Italia della produzione dell’Est Europa (Polonia e Repubblica Slovacca). La quarta vorrebbe cercare produttori ai quali fornire le lavatrici. In ultima istanza, la quinta proposta valuta la possibilità di un nuovo player, con nuova produzione e nuova mission. In altre parole, è l’ipotesi più funesta, quella della cessione del ramo d’azienda.
La complessa trattativa, va ricordato, è in corso dal mese di maggio, da quando Whirlpool ha annunciato la volontà di cedere lo stabilimento partenopeo. Da lì si è innescato un durissimo scontro con il ministro Di Maio, che ha anche minacciato di revocare i fondi all’azienda. Oggi finalmente si è riusciti a porre sul tavolo di confronto proposte serie, fattive e costruttive per il futuro del sito produttivo, dopo settimane di aspro confronto per trovare soluzioni alternative. Whirlpool EMEA oggi a Roma ha mostrato i dettagli del calo di volumi produttivi delle lavatrici di alta gamma prodotte a Napoli. Secondo i dati si è passati da circa 700mila a 269 mila pezzi dal 2009 ad oggi, questo nonostante gli investimenti pari a circa 100 milioni di euro effettuati negli ultimi anni e le strategie commerciali messe in atto. Inoltre, negli ultimi mesi le prolungate difficoltà si sono aggravate a causa di circostanze macroeconomiche globali che hanno portato anche a un calo delle vendite del 36% a livello di export internazionale e del 19% in EMEA. Ora le cinque opzioni per lo stabilimento, con le rispettive stime di impatto in termini occupazionali e i necessari investimenti, soddisfano, anche perchè sono in linea con l’impegno, sempre dichiarato dall’Azienda, di garantire la continuità produttiva e i livelli occupazionali.
Così stamane parti sociali, lavoratori e rappresentati istituzionali, compreso il ministro, Luigi DiMaio, hanno accettato l’investimento in lavatrici premium o optare per il reshoring, facendo rientrare almeno parte della produzione in passato delocalizzata nell’Europa dell’Est. Il ministro Di Maio ha poi accolto la richiesta del comune di Napoli, ovvero decontribuzione per il solo sito di Napoli, se Whirlpool resterà in città a produrre lavatrici. In tutto, si parla di ulteriori 17-20 milioni di euro che la Whirlpool risparmierebbe.