Videoconferenza questa mattina dei tecnici del Ministero dello Sviluppo economico e di Invitalia, l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo d’Impresa, insieme con i vertici aziendali di Whirlpool e con i tre maggiori sindacati italiani, Cgil, Cisl e Uil, per tornare a dialogare sulla vertenza.

Mentre si svolgeva l’incontro, nella fabbrica di via Argine gli operai incrociano le braccia in adesione allo sciopero di quattro ore, proclamato dal coordinamento nazionale di Fiom, Fim e Uilm assieme al blocco degli straordinari a tempo indeterminato. I sindacati dei metalmeccanici contestano la decisione di chiusura del sito napoletano, a fronte di impegni già presi con gli accordi ministeriali firmati da tutte le parti nell’ottobre 2018. Restano in attesa dell’esito del secondo tavolo istituzionale post-quarantena anche le rappresentanze degli altri cinque stabilimenti italiani di Whirlpool. “Come questo Governo ha dimostrato e ottenuto in Europa di avere un peso politico, sia capace di farlo in casa propria e non lasci decidere le sorti dei suoi lavoratori e cittadini a Multinazionale estere interessate solo ai profitti e alle risorse su cui speculare“, si legge nel comunicato sindacale. Sulla vertenza, oggi, intervengono anche i rappresentanti delle regioni in cui sorgono le fabbriche della multinazionale americana.

Quindi, non solo la Campania, ma anche la Lombardia, la Toscana e le Marche sono chiamate a dare un contributo, affinché la vertenza abbia un esito condiviso e fruttuoso. Oltre che sulla chiusura della fabbrica partenopea, che la multinazionale vorrebbe concretizzare già dal prossimo primo novembre, oggi ci si confronta sull’impatto che una proroga della cassa integrazione e dei contratti di solidarietà può avere sul futuro di tutti gli stabilimenti. “Oltre a Napoli, minacciata di chiusura, denunciamo una situazione grave più generale, a iniziare da Caserta (Carinaro, ndr) e dalle sedi impiegatizie marchigiana e lombarda“, hanno scritto i sindacati nel comunicato stampa rilasciato lo scorso 23 luglio, alla fine del presidio tenuto dagli operai napoletani assieme ai colleghi degli altri stabilimenti davanti al Consolato americano in piazza della Repubblica.

L’attesa sull’esito dell’incontro odierno è carica di speranza, dopo che, lo scorso giovedì, il Console americano, Patrick C. Horne, ha ricevuto una delegazione di Fim, Fiom e Uilm. Al termine di quell’incontro, il sindacato ha rilasciato una nota congiunta, in cui si sottolinea l’impegno del console a riferire all’ambasciatore americano la richiesta di un suo intervento finalizzato a sensibilizzare la multinazionale sul futuro dei lavoratori napoletani e sul Piano industriale Italia 2019-2021, che avrebbe dovuto rafforzare e consolidare quanto fatto nel triennio precedente.