In un presidio lungo una notte dentro lo stabilimento Whirlpool di via Argine, un’assemblea di cinquanta operai e rappresentanti del mondo sindacale e politico, ha convocato una riunione dei segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm per lunedì mattina a Napoli e, nel pomeriggio, a Caserta, a cui verrà aggiunto, martedì dalle 15.00, un presidio dei lavoratori a Roma presso il Ministero dell’Economia e dello Sviluppo. 

 La Fiom ha annunciato il blocco della produzione in tutti gli stabilimenti del gruppo, accusato di cambiare politica industriale a ogni cambio di management. Molte le reazioni alla decisione di violare l’accordo del 25 ottobre scorso in cui, in cambio di una proroga degli ammortizzatori sociali, la Whirlpool garantì la permanenza di tutte le fabbriche italiane e si impegnò a concentrare proprio a Napoli l’intera produzione delle lavatrici di alta gamma.
Sulla questione è intervenuto Luigi Di Maio, che a ottobre aveva salutato come una vittoria la sottoscrizione dell’accordo da 250 milioni di euro in un triennio, di cui 17 nello stabilimento napoletano, scongiurando una migrazione del capitale verso la Polonia. Il vicepremier si difende dalle accuse di mancata vigilanza sul piano industriale, chiedendo chiarezza alla Whirlpool e minacciando di “rimettere in discussione l’intero piano industriale, verificando l’uso che è stato fatto degli ammortizzatori sociali fino a oggi”.

Solidarietà all’alleato, ma con venature polemiche vengono anche dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Conto che il governo faccia mantenere gli impegni a chi vorrebbe licenziare dopo aver preso soldi”. 

Parole che non convincono il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, per il quale “la vertenza Whirlpool è stata affrontata e seguita direttamente dal Ministero del Lavoro, che ne aveva garantito la soluzione. Verifichiamo oggi che le cose dette non corrispondono alla realtà“.   

Critiche al governo giallo-verde vengono mosse in queste ore anche dal Pd. Per l’eurodeputato Andrea Cozzolino “la Lega non muove un dito per il Mezzogiorno, mentre va in fumo un altro pezzo importante del tessuto produttivo di quest’area. Purtroppo è l’ennesima dimostrazione dell’incapacità di questo Governo che da oltre un anno resta in perenne campagna elettorale”. 
Presente al presidio, il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, che annuncia la lotta della città intera affinché neppure un posto di lavoro sia perso, trattandosi di “un sito industriale produttivo che crea sviluppo, per contrastare degrado e crimine”.  Un appello all’unità giunge da Antonello Accurso , Uilm Campania, che sottolinea come in contesti dai gravi problemi sociali,”le fabbriche sono e restano baluardi e presidi di legalità“.