Sale la tensione tra la multinazionale americana e il sindacato. Il 6 settembre al governo presenteranno due soluzioni inconciliabili

Whirlpool si dice pronta a presentare nel dettaglio una nuova missione industriale per il sito di Napoli. Lo annuncia con una nota stampa uscita questa mattina, ribadendo quanto già dichiarato alla fine dell’incontro al Ministero dello Sviluppo Economico il 24 luglio scorso. Quel giorno, si accennò alla produzione di un bene molto richiesto dal mercato internazionale e riconosciuto come innovativo anche dall’Onu e per fare il quale ci sarebbe già la disponibilità di uno dei suoi produttori, il quale investirebbe assieme a Whirlpool per la riconversione del sito di via Argine.

Di ufficiale, per ora, c’è solo la presa di posizione della multinazionale, per la quale la prevista pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali” non è un’alternativa all’unica soluzione percorribile: la reindustrializzazione. Chiarendo che “i 16,9 milioni di euro, previsti dal testo per il biennio 2019-2020, sono calcolati considerando la messa in solidarietà al 60% della quasi totalità dei 5500 dipendenti di Whirlpool in Italia“. Questo beneficio che nell’ultimo incontro al Mise è stato riconosciuto dall’amministratore delegato, Luigi La Morgia, come un aiuto che permetterebbe di ridurre le perdite aziendali per il biennio in cui è garantito dallo Stato, non sarebbe un intervento strutturale, perché secondo uno studio dell’azienda le perdite tornerebbero ad aumentare dopo il 2021.

La risposta del sindacato è arrivata poche ore dopo la comunicazione aziendale, definita da Barbara Tibaldi, Fiom Cgil, “l’ennesimo schiaffo alle lavoratrici e ai lavoratori“. Gianluca Ficco, segretario nazionale della Uilm, ricorda che i 17 milioni stanziati dal governo corrispondono alla cifra inizialmente ipotizzata per il rilancio di Napoli nell’accordo di ottobre dello scorso anno. Antonio Accurso, Uilm Campania, rilancia: “Crediamo che sia necessario, su questo punto e su altre vertenze della Campania, la Jabil di Marcianise per citarne una, un governo che riparta con slancio per affrontare le vertenze aperte al Mise a difesa dei lavoratori e a sostegno della produzione italiana“.

Venerdì 6 settembre a Roma le parti incontreranno il governo e alla presunta proposta della multinazionale, il sindacato si dice pronto a rispondere con una controproposta: ripartire da dove ci si era lasciati, ovvero da un piano quinquennale di rilancio del sito attraverso il rientro della produzione di lavatrici dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca, forti dell’aiuto dello Stato attraverso la decontribuzione sui contratti di solidarietà. Cui si aggiungerebbe il sostegno del Comune che studia misure per ridurre le spese che l’azienda versa alla municipalità per tasse. E quello della Regione, che sarebbe favorevole alla creazione di una Zona Economica Speciale, oltre a contribuire alla copertura della cassa integrazione dei lavoratori fino al 2021, se ci sarà un serio piano industriale sostenuto dalle parti e se Whirlpool si dimostrerà credibile e ben disposta.