Rosario Rappa risponde a Giovanni Ferrario, presidente di Prs, pronto all’acquisizione della sede Whirlpool di Napoli. Indetto per il 31 ottobre uno sciopero nazionale dei metalmeccanici su scala nazionale

Vogliamo prendere la Whirlpool di Napoli se le condizioni di contorno ce lo consentiranno“. Giovanni Battista Ferrario, presidente di Prs, ex direttore generale di Italcementi e Pirelli, ha espresso questa volontà nell’intervista rilasciata a Mauro Giliberti, giornalista di Porta a Porta, nell’edizione andata in onda il 24 ottobre. L’imprenditore, senior advisor di Morgan Stanley per il settore industriale, spiega che oltre all’aiuto di Whirlpool, ci sarebbero anche altri soci, che per il momento non hanno intenzione di dichiararsi. Prevede anche la partecipazione dello Stato attraverso gli ammortizzatori e la formazione dei lavoratori.

A rispondergli è Rosario Rappa, segretario generale della Fiom Cgil di Napoli, che sta seguendo la vicenda sin dagli esordi.

Non so più in che lingua esprimermi: siamo contrari alla riconversione del sito di Napoli e continuiamo a rivendicare l’accordo ministeriale e quindi la produzione di lavatrici a Napoli. Siamo disponibili a valutare quanto ci venga proposto dal governo in tal senso. Per quanto riguarda le intenzioni espresse da Giovanni Ferrario, presidente di Prs, mi sento di dire che il fatto di avere un brevetto non sia una cosa sufficiente per sedersi a un tavolo ministeriale, perché non da garanzie per il futuro, soprattutto se si tratta di una realtà industriale del calibro della fabbrica Whirlpool e dell’indotto. Allo stesso tempo, come già detto dai lavoratori Whirlpool di via Argine, non siamo disposti a ricevere un pacco da Prs. In tutto ciò, auspico che la dirigenza della multinazionale americana cambi il suo atteggiamento ostile e unilaterale, scegliendo di continuare a produrre lavatrici a Napoli. Se questo non accade, ci aspettiamo un atto altrettanto unilaterale e forte da parte del governo“.

La vertenza quindi è ancora aperta. Tra gli operai non si attenua l’amarezza per gli accordi, mentre cresce la sfiducia verso un brevetto, che non darebbe garanzie per solidità di ordini, mercato, sicurezza sugli organici, compatibilità tra la tecnologia con i laboratori e gli spazi dello stabilimento di via Argine. Visto anche il fallimento del precedente tentativo di produzione di questi container autorefrigeranti.

Accanto allo sciopero generale di giovedì 31 ottobre, a cui parteciperanno tutte le sigle napoletane del settore industriale e di quello dei servizi, ne è stato indetto un altro: l’intera categoria dei metalmeccanici sciopererà per due ore con assemblee nei luoghi di lavoro e lo farà su scala nazionale, in supporto dei 160 tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo Economico. Si vuol chiedere, così, al Governo e alle imprese di dare una svolta alla stagione che ha prodotto solo desertificazione.

E’ necessario attivare politiche industriali e ammortizzatori sociali che accompagnino questa fase di transizione ecologica tutelando l’occupazione“, si legge nella nota sindacale, con cui si annuncia lo sciopero nazionale, concludendo che “tra gli investimenti in un anno record per morti e infortuni sul lavoro bisogna tornare a investire per una forte cultura condivisa sulla sicurezza“.

La vertenza Whirlpool è emblematica di tutto questo, secondo Rappa, che si richiama alle parole del ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli. Alla vigilia dell’ultimo incontro coi vertici della multinazionale affermò che l’attenzione del governo era alta, non trattandosi solo del sito di Napoli ma anche dell’indotto ed essendo in gioco la credibilità delle istituzioni italiane. Per Rappa, il sindacato è attento all’evolversi della situazione, il cui buon esito oggi più che in passato dipende dal buon senso della multinazionale statunitense.