Dopo aver proclamato due ore di sciopero, i lavoratori della Whirlpool di Napoli sono scesi per strada e dal corteo, che da via Argine li ha portati in Stazione Centrale, hanno trasmesso una diretta facebook con cui si sono rivolti al governo.

La richiesta è quella di costruire ponti di democrazia che diano lavoro e facciano crescere il Sud insieme al Nord, partendo dalla consapevolezza che i lavoratori sono il futuro del Paese, non le multinazionali che acquistano le eccellenze del territorio e delocalizzano in barba alle necessità dei territori, inclusi quelli martoriati dalle organizzazioni criminali, camorra in primis. “I lavoratori sono stati messi sulla croce“, cantano gli operai dello stabilimento Whirlpool di Napoli. “Nelle mani di noi lavoratori c’è il futuro dell’Italia. La gente come noi non molla mai!“, continuano, prima di rivolgersi direttamente al ministro Stefano Patuanelli, che negli scorsi giorni avrebbe avuto una comunicazione privata via facebook con Gianni Del Gaizo, il dipendente che ha messo un annuncio su eBay per vendere la fabbrica di via Argine al miglior offerente. Un’evidente provocazione che è finita sulla stampa nazionale al pari del chiarimento tra il ministro e l’operaio. Dicono che gli accordi ministeriali danno futuro al Paese, se non si fa in modo che vengano rispettati, minano le basi di interi territori, oltre che dei lavoratori di un’azienda. In coro, sottolineano in modo risoluto seppur pacifico: “Ministro torna sui tuoi passi, il Sud ha già pagato con la chiusura di Carinaro“. Il riferimento è allo stabilimento Whirlpool del casertano, già sacrificato in nome di un piano industriale che salvaguardasse la produzione italiana oltre che quella partenopea.

Le reindustrializzazioni in stile Carinaro e Embraco sono definite dai manifestanti “riconversioni fantasma”, cioè prive di concretezza e basate su annunci spesso smentiti. Da lavoratori, cittadini e, talvolta, da votanti dei pentastellati, dichiarano di non volere il Reddito di Cittadinanza, non vogliono perdere il lavoro. E’ questa la richiesta concreta dei lavoratori, che il prossimo venerdì, 17 luglio, parteciperanno allo sciopero nazionale ha proclamato assieme a manifestazioni territoriali, sciopero degli straordinari e iniziative varie nei singoli stabilimenti.