La rilevanza nazionale assunta dalla vertenza Whirlpool, ha spinto operai di tutta Italia verso Napoli: questa mattina, circa 500 persone sono state in presidio davanti alla sede del consolato statunitense, per protestare contro la decisione della multinazionale americana di mettere i sigilli al sito partenopeo di via Argine. Il corteo, durante il percorso iniziato presso la stazione di Mergellina, ha intonato cori e l’inno di Mameli. Giunto al consolato, una delegazione di Fim-Fiom-Uilm nazionale in rappresentanza dei lavoratori di Whirlpool, ha incontrato il console americano Patrick C.Horne per discutere della causa. “Abbiamo presentato la richiesta di intervento e sensibilizzazione nei confronti della multinazionale americana affinché ritorni sui suoi passi e ritiri l’idea folle di chiudere lo stabilimento di Napoli. Il console si è dimostrato molto attento e ha dichiarato che trasferirà all’ambasciatore americano le nostre richieste” recita così il comunicato redatto dai tre sindacati.

Sulla questione, è intervenuto anche il primo cittadino Luigi De Magistris: “noi li sosteniamo e li sosterremo sempre perché questa è una battaglia che non è senza speranza e mai come in questo momento, in fase di pandemia sanitaria e di epidemia sociale ed economica, non si può chiudere la Whirlpool di via Argine“. Il sindaco però, batte il pugno sul vero obiettivo delle proteste operaie: “se con i 209 miliardi che stanno per arrivare dall’Europa grazie all’accordo sul Recovery Fund la risposta è: chiudiamo le fabbriche nel Mezzogiorno d’Italia, allora non ci siamo. Questa è una battaglia che va vinta, non solo sostenuta“.