Se Whirlpool facesse un passo indietro, riconfermando la gamma di prodotti che hanno fatto dello stabilimento di Napoli una punta d’eccellenza, le organizzazioni sindacali potrebbero chiedere alla Regione Campania di attivare alcuni strumenti di programmazione e sviluppo del territorio, a partire dalle zone economiche speciali“.

Nicola Ricci, Cgil Campania, rilancia la sfida ai vertici di Whirlpool Emea, commentando l’approvazione del decreto legge “Tutela del lavoro e risoluzione di crisi aziendali“, contenente misure per i rider e i tavoli di crisi. Sono quindici articoli approvati ieri in Consiglio dei Ministri e la cui pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è prevista dopo la pausa estiva, probabilmente il 28 agosto.

Si tratta di dieci milioni euro di sgravi ulteriori, che lo Stato concede a Whirlpool, perché resti a Napoli e “onori gli impegni”, per usare le parole del vicepremier Luigi Di Maio. Ovvero il piano industriale sottoscritto a ottobre 2018 con il Ministero per lo Sviluppo Economico e le parti sociali e valido per un triennio. Le Zone Economiche Speciali, di cui, per la prima volta, parla il sindacato, sarebbero un ulteriore tentativo di evitare il disimpegno della multinazionale. Poiché Whirlpool sorge nel quartiere industriale di Ponticelli, che è vicino all’area portuale, a sua volta locata al centro del Mediterraneo, si vuol chiederne il riconoscimento così da garantirle particolari benefici fiscali e sgravi amministrativi, che non si configurerebbero come aiuti pubblici, vietati dall’Unione Europea.

Gli interventi dello Stato possono rappresentare un importante incentivo solo se vincolati ad una continuità produttiva e ad un piano industriale che non rinunci alle attuali produzioni tecnologicamente avanzate dello stabilimento di via Argine“, conclude il segretario generale.