Il cardinale Sepe ha avuto un colloquio privato con gli operai, parlando loro del suo incontro con i vertici di Whirlpool e impegnandosi a chiamare la Santa Sede per chiedere un incontro col Papa

Il cardinale Crescenzio Sepe, mercoledì 23 settembre, ha avuto un incontro privato con due rappresentanti dei lavoratori che presidiano la fabbrica Whirlpool di via Argine, Vincenzo Accurso e Italia Orofino, la mamma-operaia che scrisse al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere il suo aiuto nella loro vertenza.

E’ volontà del cardinale Sepe che siano loro a spiegare quanto dettosi. Quindi, pubblichiamo integramente e fedelmente la loro lettera, in cui si parla dell’incontro, finora segreto, che il cardinale ha avuto con i vertici di Whirlpool.

Siamo stati ricevuti da Sua Eminenza Cardinale Crescenzio Sepe per aggiornarci riguardo alla lettera scritta per Sua Santità e consegnata durante la celebrazione di san Gennaro al Duomo. Il cardinale ha espresso la sua vicinanza alla nostra vertenza sostenendoci anche spiritualmente. Appena ci ha incontrati, ci ha chiesto come stavamo vivendo il momento, ha espresso parole di conforto e vicinanza a tutti i lavoratori. Poi ci ha portato a conoscenza di un incontro avvenuto con la dirigenza di Whirlpool alcuni giorni dopo la sua invettiva sulla vertenza durante l’omelia della celebrazione di San Gennaro. Ha ascoltato la Whirlpool , ma ci ha subito detto che le promesse che facevano sull’affidabilità e solidità della nuova società che proponevano, gli erano apparse alquanto inconcrete e poco credibili. La sua risposta alla dirigenza Whirlpool è stata quella di non disimpegnarsi da Napoli e trovare tutte le soluzioni per rimanere con la proprietà per garantire futuro e tranquillità ai lavoratori di Napoli e del suo indotto. Noi abbiamo risposto al Cardinale che la soluzione per salvaguardare tutti i lavoratori ed il suo indotto, rimane la produzione di lavatrici nel sito. Nel salutarci ci ha promesso di chiamare al più presto la Santa Sede così da poter avere risposta ad un possibile incontro con Papa Francesco. Chiudendo con : ‘a Madonna v’accumpagna“.

Il cardinale Sepe celebrò una messa nello stabilimento di via Argine il 9 giugno, all’indomani della decisione della multinazionale di chiudere il sito, la quale fu comunicata con una slide il 31 maggio. Durante l’omelia, rivolgendosi ai “padroni”, disse: “Ravvedetevi, convertitevi, rivedete i vostri piani aziendali, sedetevi al tavolo del confronto con il governo e i sindacati con animo sgombro da ogni pregiudizio e da ogni profitto che avete progettato“.

Anche lo scorso 19 settembre durante la celebrazione in onore di San Gennaro, di cui si parla nella lettera di Italia e Vincenzo, si espresse chiaramente in favore delle ragioni degli operai che dal 31 maggio presidiano ininterrottamente quella che ritengono la loro fabbrica per scongiurarne la chiusura. Benedicendo i fedeli tutti, si rivolse ai lavoratori di Whirlpool e a quelli di American Laundry, anch’essi in presidio e giunti per chiedere la preghiere del papa oltre a quelle del cardinale, che disse: “Non c’è sensibilità a negare il diritto sacrosanto a tutti coloro che debbono e vogliono lavorare per la salvaguardia delle loro famiglie“. Poco prima, durante l’omelia incentrata su lavoro e camorra, gridò: “Non permettete di togliere il lavoro“, perché “purtroppo il male che fanno a Napoli i sicari di odio e di violenza è senza limiti. Essi in effetti tentano di uccidere sul nascere la possibilità di fare futuro“.

Operai Whirlpool davanti al Duomo il 19 settembre in occasione della celebrazione religiosa per la Festa di san Gennaro