Resta alta la tensione nello stabilimento Whirlpool di via Argine, soprattutto per il silenzio da parte della multinazionale, intenzionata a chiudere il sito partenopeo il 31 ottobre. La conferma arriva direttamente dai sindacati: ieri, nell’incontro tenutosi tra il Ministro del Sud Provenzano, alla presenza del Prefetto Valentini, con i Segretari Generali territoriali di Cigl Cisl Uil Schiavella, Tipaldi, Sgambati e di Fim-Fiom-Uilm Trapani, Rappa, Accurso e la RSU, è stata ribadita l’esigenza di portare ai livelli più alti la vertenza.

Si deve partire, dalla conferma degli accordi istituzionali e dei piani industriali e deve essere affrontata ai livelli più alti del Governo, attraverso il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio che, in più momenti della vertenza, si è fatta garante del rispetto degli accordi e degli impegni presi con i lavoratori e le istituzioni del Paese – ribadiscono le Rsu nel comunicato, che battono il pugno sull’attuale produttività del sito di via Argine – alla luce dei dati di mercato che, in questo momento, vedono una richiesta crescente in tutti gli stabilimenti e su tutte le produzioni, a partire anche dalle lavatrici che erano destinate a rinforzare il sito di Napoli, per cui dati alla mano, ad oggi non saremmo lontani dalle previsioni che l’azienda aveva fatto nel 2018 per la saturazione dell’impianto“.

Parole perentorie anche da parte del Ministro per il Sud Provenzano, che ribadisce la posizione dell’esecutivo espressa già il 31 luglio scorso: “impossibile non prevedere Napoli all’interno del Piano industriale di Whirlpool, soprattutto alla luce degli strumenti messi a disposizione delle aziende negli ultimi provvedimenti legislativi e tenendo conto che il Sud è l’area del Paese da cui si intende ripartire in maniera determinata“.

E sulla vicenda si è espresso anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che in questi giorni si trova nel napoletano per la fine della campagna elettorale. “Non è possibile che un insediamento produttivo con questa manodopera vada via da qua – ha detto – . Queste persone devono restare sul nostro territorio. Vi ricorderete quando abbiamo stoppato i soldi a questi signori perchè volevano chiudere a Napoli. Lo dobbiamo rifare se serve, finchè non imparano“.