Nella fabbrica di via Argine, c’è delusione e stanchezza per il tavolo tecnico tenutosi in videoconferenza per discutere della “vertenza Whirlpool”. La notizia della presenza di possibili nuovi acquirenti, sostenuti dalla multinazionale nella fase di riconversione del sito, non è stata accolta con ottimismo dai lavoratori. Non cambia la linea seguita dall’azienda che il 31 ottobre vuole far terminare ogni attività lavorativa. Non cambia neppure la linea tenuta dai dipendenti, che dopo il tavolo tecnico si sono riuniti un un’assemblea dalla quale sono usciti dichiarando un’ora di sciopero per il 3 luglio. “Pretendiamo un governo capace di mettere al centro i suoi cittadini e i suoi lavoratori, prima degli interessi capitalistici“, si legge nel comunicato sindacale.

Al tavolo tecnico, oltre ai vertici dell’azienda, erano presenti i rappresentanti dei sindacati, di Invitalia, della Regione Campania e del Comune. L’assessore regionale al Lavoro,Sonia Palmieri, prendendo atto della rassegnazione che sembra connotare l’azione del Ministero dello Sviluppo Economico, si chiede quale sia la motivazione che, nonostante lo stallo delle trattative a causa degli eventi provocati dal Covid-19, porta Whirlpool a parlare nuovamente di chiusura. A ben poco sarebbe servito l’invito a ragionare sul mantenimento delle produzioni dello stabilimento di via Argine, sulla difesa del perimetro occupazionale e sulla tutela dei lavoratori dell’indotto. “Nulla è più come prima della pandemia e se si abbandonano i lavoratori in territori difficili, il rischio è che arrivi rapidamente la criminalità”, dichiara in serata Monica Buonanno, assessore comunale al Lavoro. “Questo per noi è inaccettabile: non è stata trovata ancora una soluzione per i lavoratori Whirlpool e del suo indotto, se non tentativi che vanno in direzione opposta al mantenimento del sito, del brand, della produzione e dei livelli occupazionali“, chiarisce.

Subito dopo la videoconferenza, nella fabbrica di via Argine è stata indetta un’assemblea dei lavoratori per decidere quali strategie adottare. Se Cgil, Cisl e Uil continuano a chiedere il rispetto degli accordi sindacali, i lavoratori sono accomunati dalla sfiducia nella bontà della riuscita di quanto proposto al tavolo, che dovrebbe essere indetto nuovamente il 31 luglio. Gli operai denunciano la presunta incapacità del governo di far valere le ragioni dei lavoratori, dando così l’impressione di piegarsi al volere delle multinazionali, dopo aver chiesto a Invitalia di cercare altre soluzioni. Al potere esecutivo si chiede il rilancio delle produzioni, per evitare che si giunga a un caso simile a quello di Embraco, una controllata di Whirlpool che sorge nel torinese, a Riva di Chieri. Dopo la decisione di uscire dal mercato dei compressori per frigoriferi, nel 2018, la corporation americana aveva affidato a Ventures srl la guida del ramo d’azienda dismesso. Un passaggio di consegne accordato con Invitalia e col governo dell’epoca. Nonostante lo stanziamento di fondi, nulla sarebbe stato fatto per rilanciare la fabbrica, i cui lavoratori non ricevono lo stipendio da dicembre. In un comunicato dello scorso giugno, Whirlpool ha annunciato di voler perseguire un’azione legale, dichiarandosi preoccupata per la sorte dei quattrocento dipendenti assorbiti da Ventures tanto da pensare al pagamento dei loro stipendi inevasi. E’ di ieri la notizia di un interesse del socio cinese di Ventures, la Guandong Electric Power Design Institute Co, che sarebbe pronta ad agevolare la risoluzione della questione debitoria attraverso l’acquisizione del controllo totale della società. Lo riporta l’Ansa. Alla luce di precedenti poco edificanti, in via Argine si teme una “riconversione fantoccio“. “Oggi il ministro Patuanelli si dimostra impotente e non riesce a contrastare le decisioni della multinazionale, scegliendo la strada più facile, quella di accompagnare. Se questo è il modo di affrontare le vertenze da parte di chi proponeva di cambiare la politica e fare della coerenza la sua bandiera, oggi sulla Whirlpool di Napoli dobbiamo constatare la morte di questo progetto politico“, ha dichiarato Antonello Accurso, Uilm, alla fine della trattativa odierna. La giornata si conclude con una riflessione che l’assessore Buonanno pubblica sulla propria pagina facebook: “Pende sui 400 lavoratori di Whirlpool, e su oltre mille unità dell’indotto, una condanna e io lo dirò finché avrò fiato in gola, non è possibile accettare tutto questo: non accettiamo che a Napoli si consumi questa tragedia, combatteremo finché non verrà trovata una soluzione e che non paghino sulla propria pelle i lavoratori. Combattiamo per Whirlpool da 14 mesi, continueremo a farlo“.