Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Sogni al gusto di marmellata

Vorrei saper fare le marmellate. Vorrei saper coltivare un orto. Vorrei saper costruire un mobile. Vorrei saper cucire un abito. Ma prima di tutto le marmellate. Infatti, è in cima ai Vorrei saper. Anche se in verità non impazzisco per la marmellata. Volendo però scegliere, e lo si può fare quasi sempre, fra tutti i gusti preferisco quello all’arancia, o agli agrumi in genere. Spalmata sul pane o sulle fette biscottate o su biscottini di pasta frolla. Insieme al cioccolato fondente… da estasi!

Ma farla, è proprio tutta un’altra storia. «Guarda che non ci vuole niente», mi ripetono. Ma io non ci penso punto, a cimentarmi. Anche perché a me non piacerebbe saperla fare per il prodotto in sé, che tutto sommato si trova in commercio, anche di ottimo livello artigianale, ma per le immagini che mi evoca. Insomma io, più che altro, sogno una scena di vita con la marmellata nel ruolo di protagonista, o di comprimaria.

La cucina in muratura di un casale di campagna. Gli utensili in rame e in legno. Il calduccio di un caminetto acceso. Le luci soffuse. Il tavolo col ripiano di uno spesso marmo vissuto. La dispensa di noce scuro. Il rubinetto che gocciola. Gli strofinacci e il grembiule di lino ricamati. Una zuppiera di ceramica bianca sbeccata per far riposare le fettine di arancia e un’altra, decorata finemente e lesionata, per adagiare le bucce a striscioline. La bilancia con i piatti di ottone e i pesetti. Una nuvola inebriante di profumo agrumato. Il rimestamento lento e sapiente dello zucchero e della frutta. I semi eliminati ma conservati per le loro virtù benefiche.

E poi il silenzio intorno che fa da base e il vociare interno che fa allegria. E poi ancora, si assaggia. Le scorzette armonizzano il loro amaro e si fanno adorare. Le guance sono rosse per il calore e per la gioia, e le labbra un po’ appiccicose. E poi si versa, calda, nei barattoli di vetro, e tutti a testa in giù. Dopo, sul tappo, ci va un cappellino di stoffa, a fiorellini o quadrettata, e un cordoncino di rafia o un nastrino di raso in tinta.

Infornare la crostata con la marmellata appena fatta sarà un piacere sublime e la prima prima colazione con questa marmellata, in questa cucina, di questo sogno, aprirà una giornata felice…

Walt Disney diceva: “se puoi sognarlo, puoi farlo”… stai a vedere che potrei farla davvero, la marmellata!  

Luciana Pennino

“Grazie per avermi fornito un motivo per fare la marmellata in casa, e di cuocere torte di compleanno. Grazie per aver riportato il divertimento nella mia esistenza. Grazie per aver creduto che le mie torte fossero magiche, i miei disegni sorprendenti, e le mie storie le più belle del mondo.” (Pamela Jane Barclay Brown)