Le azioni sono titoli che danno il diritto di partecipare agli utili e alle perdite di una società. Quindi il capitale non è mai garantito e nemmeno il rendimento.

In pratica quando compro una azione divento socio di chi la emette. Il rendimento delle azioni è dato dall’aumento di prezzo che subiscono e dai dividendi, ossia da una “cedola” che viene staccata di solito una volta all’anno e che è la parte di utili (guadagni) conseguita dall’azienda che non viene reinvestita nel processo produttivo, ma girata agli investitori come guadagno.

Sulle azioni si paga il 26% di tasse sui guadagni e sui dividendi. I bolli ammontano allo 0,20% annuale sulle giacenze superiori a 5000 euro trimestrali e hanno costi per l’acquisto e la vendita.

C’è inoltre in Italia una tassa che si paga su alcuni titoli che si chiama tobin tax ,che dovrebbe scoraggiare le operazioni effettuate solo a fine speculativo.

Il prezzo delle azioni si muove a seconda delle aspettative di mercato sull’azienda interessata. Se gli investitori pensano che una azienda farà buoni affari, comprano e il prezzo sale per effetto dell’aumento di domanda. Se si pensa che un’azienda sia in difficoltà, gli investitori vendono e il prezzo scende per aumento di offerta.

Questi movimenti di prezzo possono essere anche molto violenti. Le azioni rientrano negli investimenti di lungo termine e il periodo di detenzione orientativo è di almeno 5 anni, ma per alcuni titoli anche molto di più. Comprare azioni su singole imprese è un po’ come comprare casa. Per vedere risultati consolidati ci vogliono decenni.

C’è chi invece compra azioni e le vende in termini temporali brevissimi. Anche in pochi minuti. Questo tipo di operazione si chiama Trading ed è un processo speculativo. Non consigliato a chi non sa leggere un bilancio di una società e non è ferrato sulle tecniche di negoziazione.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

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