I Buoni fruttiferi postali, sono forse, la forma più diffusa di risparmio esistente. Anche perché data la scarsa educazione finanziaria delle vecchie generazioni e la diffusa capillarità degli sportelli postali, sembravano l’unica strategia possibile per coloro che non “masticano” assolutamente la materia.

Sono titoli a capitale garantito che danno diritto ad un interesse prestabilito a scadenze prestabilite. Il sito delle poste aiuta a calcolare i rendimenti.

Fino agli anni 2000 avevano dei rendimenti molto interessanti e negli anni ’80 l’hanno fatta da padrone. Attualmente i tassi sono veramente irrisori, ma a confronto con i conti deposito, che sono la cosa più vicina strutturalmente parlando, sono in linea coi rendimenti. A confronto con un BTP perdono senso.

Sono garantiti da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) che è una partecipata Statale. Non concorrono al bail-in e la tassazione è del 12,50% i bolli allo 0,20% si pagano sopra i 5000 euro di giacenza.

Per i libretti postali non spendo molte parole perché attualmente sono veramente poco usati. In pratica è come avere un conto corrente senza alcun servizio. Si versano i soldi e per poterli prendere bisogna andare allo sportello postale. I tassi sono irrisori e pagano il 26% di tasse su “molto” eventuali rendimenti.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

Per consultare gli altri articoli del corso di educazione finanziaria clicca qui