Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Più sonnellini per tutti!

Dalla pennichella si riemerge con un sorriso di soddisfazione che la mattina, al suon della sveglia, non esiste proprio sui nostri visi.

Perché il riposino post prandiale ha un sapore tutto speciale: quello del rubato, del fuori dall’abitudine. È come se dormissimo con maggiore relax: ci ricarichiamo dalla stanchezza ma soprattutto la facciamo in barba ai doveri quotidiani.

La siesta pomeridiana è come se dicesse “Tiè” al resto della giornata, aggiungendo “Non me ne importa di niente e di nessuno: ora è il mio momento”.

Secondo me, il segreto sta tutto nel gusto della trasgressione. Perché ormai, chi se la può permettere più la pennichella? E si sa, quel che vien sottratto ha una piacevolezza intrinseca.

Le rare volte in cui mi concedo questo strappo, tutto si svolge in modo più fluido, con movimenti lenti, soffici, felpati e anche i sogni sono più avvolgenti. Distesa sul letto o sul divano, col pigiama o con gli abiti per uscire, solo con un plaid addosso o sotto le coperte, insomma, quando mi capita di schiacciare un pisolino, in qualsiasi condizione lo realizzi, mi vedo dal di fuori con un’espressione di beatitudine sul viso che non ho quando la medesima scena avviene la sera.

Oddio, sempre negli sporadici casi in cui succede, un po’ me ne vergogno, perché passo per una nullafacente scansafatiche e quindi non lo condivido con nessuno, a meno che non capiti di domenica, o tutt’al più di sabato. Negli altri giorni, mai potrei farlo, ma mai lo confesserei, perché la società ci vuole sempre impegnati, efficienti, attivi e combattivi, produttivi e solerti, dinamici e operosi…

Mah, sarà… io so solo che nei momenti più critici e intorcinati della giornata, in una empasse o nelle attese, tra uno stress e l’altro, un po’ di sano riposo, trafugato alle ore del dopo pranzo, ci salverebbe alla grande!

Luciana Pennino

“Impara da ieri, vivi nell’oggi, guarda al domani, riposa questo pomeriggio.” (Charles M. Schulz, Peanuts)

Nell’immagine in evidenza: Il Risposo – V. Van Gogh