Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Differenza tra vita e peperoni

A sol vedere la foto, non si può resistere… Sono i peperoni imbottiti, che in napoletano vengono tradotti con “puparuoli ‘mbuttunati”!

Non starò qui a darne la ricetta perché in cucina sono una frana e perché, in fin dei conti, non curo la rubrica “Fornelli d’oro” o “Slurp slurp” e nemmeno “Orgoglio in cucina”. Mi dedicherò invece ad analizzare l’aggettivo che viene usato vicino a puparuoli, ovvero ‘mbuttunati che sta appunto per ripieni, imbottiti.

Lo ripeto spesso: alcuni termini del nostro dialetto hanno una pregnanza senza pari. Provate a riprodurne il suono e già sentirete tutta la pienezza che questa parola evoca. Pronunciate e ripetete: ‘mbuttunato, ‘mbuttunato. La vostra bocca si riempirà… avvertirete proprio il senso dei tanti ingredienti di cui si rimpinza il peperone, col bisogno di pressarli fino a non lasciare più spazio. Il peperone poi, cuocendosi, si ammorbidisce e aderisce perfettamente alla parte interna tanto da creare un tutt’uno amalgamato che al palato diventa la lirica del gusto!

Ebbene, questa parola mi fa pensare a quanto tutta la mia vita sia ‘mbuttunata. Forse anche la vostra ma io mi vergogno quasi a confessare che ho un armadio che scoppia di abiti, il cellulare che è zeppo di foto e app e numeri e messaggi, il frigorifero e la credenza che sono stracarichi di cibo, alcuni cassetti della scrivania che non riesco più ad aprire per la marea di documenti accumulati, fogli sparsi, ricordi, cianfrusaglie, e la mente? Ah, quella è rigurgitante di pensieri, affanni, ragionamenti, analisi, memorie, considerazioni, lambiccamenti, di cui si ingozza fino a zavorrarsi…

Eh sì, proprio come avviene nel caso del peperone e del suo ripieno, nell’armadio non c’è più spazio per vestiti nuovi, nel cellulare la memoria non mi permette di salvare altri video, nel frigo non trovo più posto nemmeno per una confezione di uova fresche, nei cassetti, pur schiacciando tutto quel che c’è, non riesco a stivare neppure un biglietto da visita e nella mente non sono più capace di ritenere neanche il nome di un nuovo amico.

Sono arrivata a colmare la misura… l’unica cosa saggia da fare è un magnifico, salvifico, determinante, vitale repulisti! Le pulizie di primavera, come si chiamavano una volta. Oramai andrebbero ripetute con costanza all’inizio di ciascuna stagione…

Liberarmi di tanto extra, svuotare del di più e spesso dell’inutile, fare spazio, eliminare, sgomberare, sbarazzarmi. Il nuovo non può entrare se trova tutto lo spazio occupato…

L’imbottitura che fa scoppiare il peperone è una visione paradisiaca, ma la vita… nun è ‘nu puparuolo!

Luciana Pennino

“Il vecchio proverbio ha ragione: Il vaso vuoto è quello che ha il suono più ampio.” (W. Shakespeare)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Esordiente nel 2017 con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblica settimanalmente i "Pezzulli" e cura le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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