Campania penitenziaria ancora al centro delle cronache per un’aggressione nei confronti degli agenti di guardia nel carcere di Napoli. ‘’L’ennesimo episodio di violenza, da parte di un detenuto, è stato denunciato in questi giorni nei confronti dei poliziotti a Poggioreale – racconta Emilio Fattorello, segretario nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE -. L’uomo, sfollato dalla Casa Circondariale di Salerno, si è reso protagonista di una violenta aggressione verso gli agenti che lo stavano prendendo in carico’’. A far perdere le staffe al carcerato sarebbe stata la contestazione, da parte dei poliziotti, di un telefono cellulare dotato di sim attiva e funzionante, che l’uomo nascondeva. Nella casa circondariale ormai è un vero e proprio bollettino di guerra e a farne le spese spesso sono spesso i poliziotti. Gli episodi violenti negli Istituti della Campania hanno ormai frequenza quasi giornaliera, soprattutto durante l’apertura delle celle.

Solidarietà e parole di apprezzamento sono state espresse da Donato Capece, segretario generale del SAPPE: “E’ solamente grazie a loro, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se le carceri reggono alle costanti criticità penitenziarie. La situazione del carcere di Napoli Poggioreale si è notevolmente aggravata’’.

Per il SAPPE “lasciare le celle aperte più di 8 ore al giorno senza gestire le attività dei detenuti ovvero lavorare, studiare, o altro, si rivela controproducente”. E la proposta è proprio quella di “sospendere la vigilanza dinamica: sono infatti state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali, con detenuti di 25 anni che incomprensibilmente continuano a stare ristretti in carceri minorili”.