Un uomo di 56 anni è stato arrestato in provincia di Avellino dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti della figlia, minorenne e con problemi di disabilità. Secondo fonti di stampa, le violenze si consumavano tra le mura domestiche dove la bambina viveva insieme ai fratelli, genitori e nonni. “Una vicenda sconvolgente che colpisce la comunità, ma grazie al lavoro comune tra varie istituzioni è stato possibile impedire che continuasse e ha consentito di mettere in sicurezza una bambina“, è stato il commento del sindaco del borgo dove ha avuto luogo la vicenda.

Alcuni mesi fa, proprio su impulso del primo cittadino, erano intervenuti i servizi sociali che, dopo gli accertamenti, tolsero la minore ai genitori. Una denuncia che costò al sindaco un’aggressione da parte dal padre e dal nonno della bambina, che armati di zappa lo hanno minacciato di morte per strada.

Le indagini presero il via dopo una serie di episodi segnalati dall’insegnante della vittima. La vittima, che ha problemi di disabilità, per esprimere il suo disagio e chiedere aiuto inscenava proteste plateali in classe e per strada e fece lo stesso in un’altra occasione all’interno della sede comunale. Psicologi ed esperti dell’Arma dei carabinieri, insieme al magistrato, attraverso le dichiarazioni hanno ricostruito quanto accaduto portando all’arresto del 56enne.

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