Villa Pignatelli e i Rothschild di Napoli

Nel 1820, la banca N. M. Rothschild & Sons era già operativa con successo a Londra, Parigi, Vienna e Francoforte. Nel marzo del 1821, Salomon Mayer von Rothschild volle espandere ancor più l’attività individuando in Napoli, allora capitale del Regno delle Due Sicilie, la migliore opportunità di crescita economica della sua banca, preferendola a tutte le altre città europee. A capo della nuova filiale napoletana Salomon inviò il figlio Carlo che sviluppò da subito un buon rapporto di lavoro con le istituzioni locali, in particolar modo con Luigi de’ Medici, ministro delle Finanze del Regno di Napoli, facendola diventare la casa bancaria dominante in città.
La sede della prestigiosa banca fu aperta sulla Riviera di Chiaia dove Carlo Rothschild aveva acquistato la futura villa Pignatelli, allora conosciuta come villa Acton, dal nome del suo proprietario Ferdinand Richard Acton, primo ministro del Regno che la fece costruire nel 1826. Carlo Rothschild l’acquistò nel 1836 stabilendo nella villa la sua residenza privata, e nello stesso anno fece costruire all’estremità settentrionale del parco, una palazzina di tre piani, nota come palazzina Rothschild, dove aveva sede la banca.

La fine della filiale di Napoli cominciò quando Giuseppe Garibaldi invase ed occupò Napoli il 7 settembre 1860 insediando un governo provvisorio. A causa degli stretti rapporti dei Rothschild con i Borbone e l’Austria, Adolf von Rothschild si trovò in difficoltà: scelse di seguire a Gaeta il re Francesco II, ma non trovò l’appoggio della sua famiglia stabilita a Londra, Parigi e Vienna, che non volle o non potè aiutare finanziariamente il re deposto. Dopo l’unificazione d’Italia, e la crescente tensione tra Adolf e i suoi parenti, il casato di Napoli chiuse la sua attività nel 1863 dopo 42 anni.

Gerry Sarnelli