Proiettato ormai verso altri lidi politici (regionali calabresi), Luigi De Magistris torna a riaffacciarsi sulla scena napoletana, e tra le altre cose, dice la sua sulla polemica che sta investendo la decisione di aprire ai privati per la gestione della Villa Comunale. “Non capisco quale sia lo scandalo se il mondo del privato fa qualcosa anche per la città e dà una mano su un bene comune di tutti“, così il primo cittadino nel tentativo di minimizzare e al tempo stesso ribadire che “il controllo è sempre pubblico, gli atti sono sempre pubblici e la visione è sempre pubblica. Il momento è difficile e c’è uno sforzo congiunto“. In sostanza, l’operazione ha uno scopo ben preciso: trovare un’alternativa per garantire la manutenzione del polmone verde cittadino. Il Comune infatti non ha i fondi necessari.

Eppure la questione non sembra affatto priva di ambiguità, e da un punto di vista politico e burocratico-amministrativo. Tutto ruota attorno all’affidamento in favore della Premio GreenCare – che dovrebbe durare ben 48 mesi – e alle opere in programma per un valore totale di 850mila euro (“soldi di cittadini per altri cittadini”, diceva qualche mese fa il presidente dell’associazione Benedetta De Falco) . “La Villa Comunale non può finire per tre anni nella gestione di Green Care – afferma in una nota la consigliera regionale del M5S Marì Muscarà che sarà remunerata con soldi pubblici. I soldi di Art Bonus, frutto di donazioni e destinati a una missione diversa dalla manutenzione del verde pubblico, non possono essere gestiti da una società terza, divenendo di fatto una stazione appaltante per ogni opera successiva. Tutto questo senza uno straccio di bando pubblico“. Ma non è tutto, perché la pentastellata pure spiega quale sarebbe stato l’esito di una procedura ordinaria: “un ribasso d’asta, con un enorme risparmio di fondi pubblici. Si è invece fatto ricorso a un affidamento diretto, senza alcun criterio di selezione e in barba a ogni norma del codice degli appalti“. A sollevare i medesimi dubbi, è Mario Coppeto, consigliere comunale nonché presidente della commissione interessata: “cercheremo di capire alcuni aspetti che non mi sono chiari. Secondo la manifestazione d’interesse pubblicata dal Comune nel 2019, per esempio, la convenzione avrebbe dovuto essere di un anno, ma l’affidamento a Green Care è triennale. Bisognerà anche approfondire le cause che hanno determinato la mancata approvazione del regolamento del verde a Napoli“.

Apertamente in favore dell’operazione si è schierato invece Andrea Santoro, consigliere comunale e metropolitano di Fratelli d’Italia, che reputa strumentali tutte le polemiche generate dall’atto dell’amministrazione. “Troviamo surreale che alcune associazioni ambientaliste come WWF e Legambiente facciano sentire la propria voce solo adesso, dopo che per dieci anni hanno taciuto sul disastro che si stava perpetrando all’interno della Villa Comunale, per polemizzare oggi contro un’altra associazione che vuole investire per la tutela del patrimonio naturalistico della Villa, pretendendo di utilizzare denaro pubblico in sostituzione di quello donato dai privati“.

Non potrebbe che esserne felice pure Benedetta De Falco di Premio GreenCare, che già un mese fa illustrava parte del piano triennale: “rifacimento dei prati, irrigazione, eliminazione delle ceppaie, potature, studio dello stato di salute degli alberi, censimento degli alberi“. Le operazioni potrebbero avere inizio non appena le norme anti-Covid allenteranno la presa sui parchi (chiusi in zona rossa).

Ad ogni modo, seguiranno aggiornamenti. Prossimamente è attesa una riunione della commissione – convocata proprio da Coppeto – alla quale parteciperanno pure le associazioni ambientaliste contrarie all’affidamento in favore della concorrenza.