L’intrigante visita teatralizzata di NarteA nel complesso monumentale di San Lorenzo Maggiore, vede il pubblico condotto in un viaggio attraverso il tempo, nel passato, coprendo un arco temporale che va dall’antica Neapolis, visitando i resti della città greco-romana, alla Napoli medioevale, ancora a quella borbonica della rivoluzione repubblicana del 1799. Il pubblico è accompagnano da esperti narratori che lo introducono alla storia sia artistica che degli eventi legati a quei luoghi ed a quelle maestose sale.

In ongnuna delle tre epoche storiche l’audience è visitata da un fantasma: quello di un fornaio dell’epoca romana, che ci ricorda la difficoltà della vita quotidiana per il popolo, quello di Eleonora Pimentel Fonseca per il Natale del 1799 e di Boccaccio e Fiammetta per quello del XIV secolo, con le  loro storie che sono legate ai luoghi visitati e alla festività del Natale. È un modo per ricordarci di quanto siamo intrinsecamente connessi con la storia della nostra città, come Scrooge rivisitiamo luoghi e fatti del passato con la speranza di uscirne con una prospettiva diversa.

“Il lavoro di Febo Quercia si ispira alle idee dell’edizione critica della Cantata dei pastori curata da Roberto De Simone, che indica come la ritualità natalizia faccia parte di un ciclo rituale pre-cristiano, che è il ciclo delle feste invernali di origine pagana, durante le quali hanno luogo scambi e rapporti con il mondo sotterraneo.”

Sarà proprio il custode delle anime dell’aldila che giungono sulla terra attraverso ponti e pozzi d’acqua, ad aprire la strada al ritorno dei personaggi citati.  Ispirato al racconto dickensiano, questo è il custode del mondo ultraterreno, che attraverso il pozzo nel chiosco di San Lorenzo accompagna gli spiriti delle epoche passate, aprendo uno squarcio temporale tra una dimensione e l’altra.

Simona Caruso