Napoli: La Cassazione ha dato il via libera all’adozione da parte di una persona single e ultra sessantenne, di un bambino con gravi disabilità. La Corte Suprema ha applicato quanto previsto dalla legge in caso di “adozione in casi particolari”, proteggendo gli interessi psicologici ed emotivi del minore oltre che quelli pratici, a conservare i rapporti con chi se n’è sempre preso cura, respingendo così il ricorso dei genitori naturali fatto sulla base dell’inadeguatezza dell’adottante per via della sua età e del suo stato civile. La prima sezione civile della Corte di Cassazione ha così confermato,  le decisioni di tribunale e corte d’appello di Napoli, ricordando che l’adozione in casi particolari è consentita alle persone singole e alle coppie di fatto.

Il bambino, allontanato dai genitori dalla nascita, è affetto da tetraparesi spastica. I periti nominati dal tribunale di Napoli avevano constatato lo stato di abbandono per l’inadeguatezza dei genitori, a otto anni il piccolo è stato adottato da una donna di 62 anni, infermiera pediatrica che già da diverso tempo se ne prendeva cura con l’aiuto della figlia. I genitori naturali, nel ricorso, avevano sottolineato che la donna era single e con una elevata differenza d’età rispetto al bambino. Con questa decisione la corte ha sottolineato e dato valore soprattutto al lato umano ed emotivo dell’intera vicenda, oltre che aver applicato la legge vigente. Secondo la dichiarazione del tribunale, la salvaguardia della continuità affettiva ed educativa tra adottante ed adottando (e non certo tra quest’ultimo e i genitori naturali che hanno dimostrato la loro inadeguatezza a prendersene cura), è il vero interesse del minore, che ha il diritto di  vedersi riconosciuti e protetti i legami sviluppatisi con i soggetti che si sono presi cura di lui nel corso degli anni.