Ieri in concomitanza con la visita del Ministro Dario Franceschini nel sito archeologico di Pompei, a distanza di pochi chilometri in linea d’aria, nel centro storico di Napoli, circa 50 cittadini tra restauratori, archeologi e restauratori, hanno organizzato una via crucis in tuta bianca, elmetto, pennelli e megafono.

Tanta la curiosità di turisti e napoletani, per l’insolita processione che si è snodata da piazza San Domenico a piazza San Gaetano, per manifestare, in modo provocatorio, slogan contro Comune e Regione .

Motivo della protesta la denuncia dello stato di abbandono e degrado in cui versa il patrimonio storico-artistico del centro antico e chiedere un’accelerata sul Grande progetto Unesco.

La processione ha toccato quattro tappe: in piazza San Domenico i manifestanti annunciano la condanna a morte di archeologia e restauro; a San Gregorio Armeno chiedono ai maestri pastorai di aderire alla protesta, davanti al complesso di San Lorenzo Maggiore denunciano la precarietà degli addetti del settore; mentre davanti alla chiesa di San Paolo Maggiore “pregano” di essere coinvolti nei bandi programmati.

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