I tanto attesi fondi del Recovery Found, previsti per far fronte all’emergenza Covid 19, si sono arenati in una diatriba politica a causa del veto posto da Ungheria e Polonia.

Il veto è il potere di uno stato membro di non concordare sul bilancio della UE che deve essere sempre approvato all’unanimità. L’unica possibilità prevista nello Statuto di aggirare questa norma è quella di escludere dal voto l’unico stato membro che si oppone. Anche questa decisione deve essere presa all’unanimità escludendo il voto dello Stato in questione.

Le posizioni di Ungheria e Polonia ci mettono quindi in una situazione di stallo. L’Ungheria si oppone al bilancio e potrebbe essere esclusa, ma la Polonia non darebbe mai il suo consenso e viceversa.

I due paesi non si oppongono al bilancio in quanto legge finanziaria, infatti sarebbero tra i paesi che beneficerebbero maggiormente dei fondi stanziati. Quello che non vogliono approvare sono le regole di erogazione dei fondi, che non sarebbero stanziati a quei paesi che non rispettano lo stato di diritto.

Lo stato di diritto (nato dalla dissoluzione delle dittature e degli stati assoluti) prevede dei diritti fondamentali che nei paesi dell’est da poco usciti dall’orbita comunista, non vengono pienamente rispettati.

Uno stato di diritto contempla regole come quelle della costituzione Svizzera:

  • L’attività dello Stato deve rispondere al pubblico interesse ed essere proporzionata allo scopo
  • Organi dello Stato, autorità e privati agiscono secondo il principio della buona fede
  • La dignità della persona va rispettata e protetta
  • Tutti sono uguali davanti alla legge
  • Nessuno può essere discriminato, in particolare a causa dell’origine, della razza, del sesso, dell’età, della lingua, della posizione sociale, del modo di vita, delle convinzioni religiose, filosofiche o politiche, e di menomazioni fisiche, mentali o psichiche
  • Uomo e donna hanno uguali diritti. In particolare per quanto concerne la famiglia, l’istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore
  • La legge prevede provvedimenti per eliminare svantaggi esistenti nei confronti dei disabili

E’ noto a tutti che tali regole in alcuni paesi vengono più o meno esplicitamente violate, come ad esempio quelle riguardanti la discriminazione e la corretta gestione della pubblica amministrazione.

Casi palesi di queste incongruenze si sono ravvisati in questi ultimi giorni in Polonia con la legge antiaborto e negli scorsi anni in Ungheria per quello che riguarda la destinazione dei fondi europei dirottati a enti e aziende simpatizzanti di Orban, episodi per i quali sono stati aperti numerosi provvedimenti disciplinari da parte della Commissione UE nei confronti dell’Ungheria. Senza contare le leggi ad hoc per limitare l’indipendenza della magistratura e le politiche per l’immigrazione non rispettate dai governi di Varsavia e Budapest.

Sarebbe semplice pensare di far uscire dall’orbita europea questi paesi che beneficiano dello spirito comunitario per fare tranquillamente i fatti loro. Ma c’è da considerare che l’Unione nasce proprio per evitare che spiriti nazionalisti e assolutisti abbiano la possibilità di dare vita a nuove tensioni che porterebbero a conflitti anche armati.

Lo spirito con cui tali paesi sono stati ammessi è quello della cooperazione al fine di vincere contro le ingiustizie a fronte di aiuti economici e politici.

L’introduzione del rispetto dello Stato di Diritto, come condizione necessaria per ricevere i fondi di bilancio è stata introdotta con una formula vaga che sanzionava i paesi solo a violazione accertata. Questa condizionalità è stata modificata su imposizione dei paesi cosiddetti “frugali” (Finlandia, Danimarca, Svezia, Austria, Lussemburgo, Belgio) pena l’apposizione del loro veto.

La Germania sta tentando di mediare cercando di trovare un accordo tra le due fazioni attrici della disputa e uscire dallo stallo.

Varsavia e Budapest non hanno interesse nel perdere i fondi, come tutti gli altri stati membri del sud, Italia in primis, stanno evidentemente calcando la mano politicamente per rafforzare la loro leadership nei rispettivi paesi. In pratica stanno giocando con le stesse regole dei paesi frugali capeggiati dall’Olanda che è prossima alle elezioni.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

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