La Treofan di Battipaglia non deve chiudere. L’appello è arrivato dal corteo di lavoratori, sindacati e cittadini che nei giorni scorsi sono scesi in piazza con striscioni e slogan contro la serrata, che comporterebbe circa 80 licenziamenti. La fabbrica che produce film di propilene, ultimo avamposto italiano dell’ex impero della chimica dei Ferruzzi e poi della Montedison, non può fermarsi altrimenti sarebbe un disastro economico per tutta la zona. Al fianco dei dipendenti i sindaci della Piana del Sele fanno quadrato e sono pronti a scendere in campo per sostenere i dipendenti dello stabilimento. Gli amministratori intendono chiedere un tavolo di crisi al Prefetto di Salerno, Francesco Russo.  Intanto le iniziative per salvare le sorti della Treofan proseguono ad oltranza ed è prevista per giovedì 24 gennaio un tavolo di incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), durante la quale il  management di Jindal dovrà illustrare le linee guida del piano industriale, che riguarda il futuro del sito produttivo salernitano. “Jindal si faccia carico di mantenere produzioni ed occupazione in Italia, diciamo no alla chiusura dello stabilimento. La proprietà deve trattare con il sindacato e garantire produzione e occupazione’’ ha dichiarato Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec nazionale. Al fianco dei lavoratori in protesta nei giorni scorsi anche il deputato PD, Piero De Luca: “Lotteremo – ha detto – fino all’ultimo, impegnando ogni nostra risorsa affinchè lo stabilimento battipagliese riprenda la produzione. La Treofan di Battipaglia è un’eccellenza dell’industria salernitana e va difesa e tutelata”.