Cresce la tensione attorno alla vertenza dei 140 lavoratori Giraservice, l’azienda che per conto del Consorzio Unico Campania gestisce i titoli di viaggio utili al trasporto pubblico locale, in particolare la distribuzione e vendita degli stessi – risultati introvabili negli ultimi mesi.

Troppi debiti – pare attorno ai 2 milioni di euro – appalto sospeso per mancati pagamenti e affidato in via emergenziale a soggetti terzi; e cassa integrazione per tutti i dipendenti, a serio rischio licenziamento. La proposta della Regione per il riaffidamento del servizio relativo ai ticket tramite nuova gara non ha soddisfatto i sindacati – “così non si salverebbero nemmeno il 20% dei dipendenti” dicono in coro Ugl Terziario e Fisascat Cisl. E dopo l’ultimo sit-in di protesta svoltosi ieri davanti a Palazzo Santa Lucia per ottenere garanzie politiche direttamente dal governatore De Luca – risultato assente – quella di domani potrebbe essere la giornata decisiva: alle ore 15, all’isola A6 del Centro Direzionale di Napoli presso la Giunta Regionale, avrà luogo il tavolo di confronto tra le parti. Saranno presenti le organizzazione sindacali, l’assessore al lavoro Antonio Marchiello, il presidente della commissione trasporti Luca Cascone, il presidente del consorzio Unico Campania Gaetano Ratto e i vertici di Giraservice. All’esterno dell’edificio, tutti i lavoratori saranno in presidio in attesa di sviluppi sostanziali.

Andando a ritroso, la crisi è iniziata il 1° aprile dello scorso anno, quando l’azienda attivava la cassa integrazione; solo a novembre è arrivata la sospensione del servizio. Tuttavia gli ammortizzatori sociali non sono scattati alle stesse condizioni per tutti i 140 dipendenti. Attualmente sono in c.i. a zero ore circa in 50, ovvero quelli occupati nella distribuzione dei ticket – compito, nel frattempo, affidato d’urgenza alla ditta romana Sir. Altri 30, impegnati nelle biglietterie, risultano in c.i. al 75%: su 5 punti vendita esistenti infatti, al momento ne sono operativi solo due, al mattino, e dotati esclusivamente di abbonamenti annuali (di semplici biglietti neanche l’ombra). Infine, la restante parte dei dipendenti lavora in c.i. al 40% / 50% delle ore. A tutto ciò si è aggiunta un’ulteriore beffa. Tramite lo stesso metodo emergenziale utilizzato per la Sir, la gestione e la manutenzione delle emettitrici automatiche sono state affidate all’istituto di vigilanza privata Cosmopol, che non sembra poter offrire le competenze adeguate. Più di un utente infatti ha lamentato il malfunzionamento dei distributori di ticket presenti nelle stazioni metro, così come l’assenza di manutenzione nei fine settimana. E stando ad una fonte attendibile, il costo di ogni prestazione Cosmopol arriverebbe a circa 150/200 euro.

Per tutti questi motivi i sindacati, da mesi, mettono sul piatto proposte alternative e chiare: riconversione del personale e corsi di formazione in primis. Gli importi bassi e lo spacchettamento proposto dalla Regione – cioè mettere a gara solo la distribuzione dei titoli, tralasciando al momento tutti gli altri servizi – sono stati giudicati dalle OO. SS. “l’anticamera di un disastro sociale”. Senza contare che una tale gara stona con quelle globali fatte in passato dal Consorzio Unico Campania, che si impegnava a garantire contemporaneamente la vendita biglietti, gestione delle biglietterie e delle emettitrici, rilascio abbonamenti agevolati, e rilascio smart card annuali.