A due anni dagli sciagurati incendi che devastarono le pendici del Vesuvio, la vegetazione è tornata a ricrescere sul vulcano. Ad occhio nudo si può vedere il verde che sta ritornando rigoglioso grazie a quella terra vulcanica fertile, che da sempre è fonte di vita e di sostegno per coloro che da millenni ne coltivano i terreni, dopo gli incendi disastrosi che ridussero la vegetazione ad un cumulo di cenere fumante e uccisero centinaia di animali, creando problemi enormi per gli abitanti in zona.

La buona notizia è che questa volta lo Stato ha deciso di aiutare la natura fornendo maggiore sicurezza al Parco Nazionale del Vesuvio. E così, da questa estate, ci sono anche dei droni a sorvegliare la zona. Gli apparecchi sono gestiti dai Carabinieri della Forestale per la campagna antincendio di quest’anno, come spiegato da Agostino Casillo, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio stesso, che ha specificato che si tratta di macchine ad altissima tecnologia, dotate di lunga autonomia, telecamere ad altissima risoluzione, termocamere ed altri tipi di sensori, con l’obiettivo di scongiurare una replica degli incendi che distrussero gran parte della vegetazione nell’estate del 2017.