Neanche il tempo di un cambio di poltrona in seno all’assessorato regionale lombardo al welfare, che esplode una nuova polemica. “Distribuire i vaccini per il coronavirus tra le regioni anche in base al contributo che danno al Pil”: sarebbe questa la proposta di Letizia Moratti che in queste ore ha scatenato un putiferio politico. In molti hanno reagito in maniera sdegnata, a partire dal ministro della Salute Roberto Speranza: “Tutti hanno diritto al vaccino indipendentemente dalla ricchezza del territorio in cui vivono”, ha scritto su Twitter. Ora tenta di chiarire, spiegando “Non ho mai pensato di declinare vaccini e reddito”.

Ma tanto è bastato per far insorgere anche lo sceriffo Vincenzo De Luca che, certo, non è tipo che le manda a dire. «Leggo con sconcerto le affermazioni della signora Moratti a sostegno di una distribuzione di vaccini legata al Pil delle diverse regioni – ha dichiarato -. Si fa fatica a credere che si possa subordinare l’uguale diritto alla vita di tutti, a dati economici. Si direbbe che siamo a un passo dalla barbarie. La signora Moratti è persona intelligente e civile. Mi auguro che voglia chiarire che si è trattato di un’affermazione non meditata, che non risponde alle sue convinzioni».

Sulla vicenda si è espresso anche il sindaco di Napoli, che si trova oggi in Calabria. “Dopo la secessione dei ricchi arriva la vaccinazione dei ricchi! Parole inaccettabili quelle pronunciate dalla Moratti che, in un momento storico difficile e complesso come quello che stiamo vivendo, tuonano come un progetto eversivo che mina l’unità e la coesione nazionale – ha detto De Magistris -. Ancora una volta la Lombardia tenta di mettere a norma il divario tra Nord e Sud, chiedendo risorse vaccinali in funzione della ricchezza dei suoi territori, escludendo i fabbisogni dei cittadini e criteri di equità sociale. Un’idea malsana che viola la Costituzione e si appresta a riservare al Sud ancora atti iniqui e diseguaglianze inaccettabili“.