Un’odissea lunga due secoli: i marmi del Partenone 2° puntata

a cura di Giorgio Manusakis

Passiamo ora alle varie posizioni pro e contro la restituzione dei marmi e alle loro motivazioni.

Il governo Inglese

Il governo Blair ha sempre sostenuto che entrambe le parti hanno le loro ragioni, ma non è mai stato propenso alla restituzione dei marmi. Nel marzo del 1998, il Ministero per la Cultura Inglese, rispondendo ad una mail di un sito che si occupa della restituzione dei marmi, ha riconosciuto l’importanza della cultura ellenica per tutti gli europei di oggi (noi diremmo per tutta la civiltà occidentale di oggi), ma ha concluso che le sculture debbano rimanere al British Museum. Ciò è giustificato dal fatto che le sculture furono legalmente acquisite ed affidate al museo londinese il quale, inoltre, non può alienare oggetti dalle collezioni del museo per divieto espresso dal suo statuto. L’ex Primo Ministro conclude scrivendo: “il governo ha tenuto conto di tutti questi elementi ma ha comunque deciso per la non restituzione delle sculture, data la potestà legale del British Museum su di essi e le amplissime conseguenze che comporterebbe la restituzione di oggetti legalmente acquisiti.” Quest’ultima parte, come avrete capito, allude a prevedibili richieste di restituzione, da parte di altri Paesi, dei beni artistici acquisiti dai vari musei di tutto il mondo a seguito di guerre, conquiste o in altri modi. Prima delle Olimpiadi di Atene 2004, si parlò di trattative tra i due governi per un prestito in occasione, appunto, delle olimpiadi e il Sunday Times scrisse di incontri tra i dirigenti dei due musei (il British e il nuovo museo dell’Acropoli) con l’interessamento dell’UNESCO favorevole alle trattative; ma il tutto svanì nel nulla, sembra per il timore del British che il “prestito” diventasse a scadenza indeterminata. L’attuale governo inglese non ci risulta si sia espresso in merito alla restituzione dei marmi.

Il governo greco

La posizione del governo greco, consultabile anche sul sito Internet dell’Ambasciata, chiarisce che la richiesta di restituzione dei marmi non è di carattere nazionalistico; difatti la Grecia non richiede la restituzione di tutti i suoi beni artistici sparsi per il mondo che, anzi, ritiene un importante veicolo di diffusione culturale e pubblicitaria, ma esclusivamente dei fregi del Partenone in quanto parte integrante (nel vero senso della parola, in quanto per la maggior parte realizzati direttamente sull’edificio) di un monumento nazionale che è stato mutilato e di cui si chiede la restaurazione. In questo senso, come detto, i marmi non possono essere considerati una scultura mobile come statue o anfore, ma parti inseparabili del più importante monumento del periodo classico, dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’umanità. Prima delle Olimpiadi di Atene 2004, il governo greco non pose la questione mettendo al centro della discussione il modo in cui furono rimossi i marmi; sebbene continui a ritenere che non sussistano gli estremi di legittimità della proprietà che l’Inghilterra ritiene di avere, la Grecia mise invece l’accento sul fatto che, durante le Olimpiadi, l’attenzione mondiale sarebbe stata puntata su Atene e la restituzione dei marmi, posta in un’ottica politica e storica particolarmente sensibile come quella attuale, sarebbe stata un beneficio anche per l’Inghilterra; a ciò aggiunse che era in costruzione il nuovo museo dell’Acropoli (vedi aggiornamenti), con una sezione speciale appositamente creata per dare una visione d’insieme e che, all’inaugurazione di esso, l’assenza dei marmi sarebbe stata marcatamente evidente. L’allora Ministro greco per la Cultura, indicò anche una forma di prestito a lunga scadenza, proposto anche come forma di collaborazione tra i due musei e che aveva, come contropartita, la possibilità di portare al British Museum nuove antichità da esporre temporaneamente. La Grecia, inoltre, sensibilizzò l’Inghilterra su quanto detto, facendo leva anche sulla sua sensibilità culturale e sulla fede del popolo britannico nei grandi valori umanistici dell’antichità. Ma tutto ciò, come abbiamo potuto constatare, non servì a riportare i marmi ad Atene, neanche per un giorno.

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Fine 2° Puntata