Un’odissea lunga due secoli: i marmi del Partenone 10° puntata

a cura di Giorgio Manusakis

ANSA del 07/04/2004 h.11:42 – MUSEI ATENE, VIA LIBERA DA ALTA CORTE PER L’ACROPOLI
ATENE, 7 aprile 2004 – Una buona notizia nella travagliata esistenza del cantiere per la costruzione del nuovo museo dell’Acropoli ad Atene: il Consiglio di stato, la più alta istanza della giustizia amministrativa greca, ha respinto la causa legale, che aveva portato allo stop dei lavori, che denunciava i danni ai reperti archeologici provocati dal progetto. Il progetto può ora ripartire, anche se continua un’inchiesta penale su coloro che lo autorizzarono, senza tener conto dei possibili danni ai reperti archeologici presenti sul sito. Sul tormentato museo si è espresso ieri anche il premier Costas Karamanlis, che incontrando il presidente della Fondazione Melina Mercuri, il regista Jules Dassin, ha personalmente garantito che “il museo si farà”. Melina Mercuri, celebre cantante ed attrice, nonché ministro della Cultura, fu tra le massime promotrici della necessità di costruire questo museo, oltre che della necessità di far tornare in Grecia i marmi del Partenone conservati al British Museum di Londra, che nei progetti iniziali avrebbero dovuto essere ospitati dal nuovo museo in occasione dei giochi olimpici. Il cantiere può ora ripartire, ma è certo che la struttura – costo 94 milioni di euro – non verrà ultimata in tempo per i giochi. Il Consiglio di stato ha sancito che i lavori non causeranno danni alle rovine presenti sul sito – che secondo il progetto verranno inglobate nella struttura – e ha quindi respinto la denuncia dell’organizzazione Consiglio internazionale per i monumenti e i siti archeologici e dei residenti della zona secondo cui la costruzione avrebbe devastato i reperti presenti alla base dell’Acropoli. Ma non tutto è risolto per il museo: continua infatti l’inchiesta per abuso d’ufficio sul comitato del ministero che assegnò la costruzione del museo ai due architetti Bernard Tschumi e Michael Photiades. I due vinsero il concorso dopo che un primo concorso, che era stato vinto dal progetto degli italiani Manfredi Nicoletti e Lucio Passatelli nel 1989, fu annullato. La magistratura sta anche indagando sul Consiglio centrale archeologico, che approvò i progetti per il museo e diede il via libera ai lavori. In entrambi i casi, si sospetta ancora una volta che la decisione non abbia tenuto conto dei possibili danni ai reperti del sito. Un elemento singolare della vicenda è che la denuncia che ha fatto scattare l’inchiesta è stata fatta dall’allora deputato di opposizione Petros Tatoulis, oggi viceministro della Cultura, che ieri insieme a Karamanlis ha garantito che il museo si farà.

Duemila studenti intorno all’Acropoli per chiedere la restituzione dei fregi del Partenone

Duemila studenti greci hanno manifestato intorno all’Acropoli di Atene, formando un’ enorme catena umana, per chiedere la restituzione dei fregi del Partenone, esposti al British Museum di Londra. La manifestazione è stata organizzata dalla “Rete per il ritorno dei marmi” i cui responsabili hanno sottolineato che la partecipazione degli studenti, ha superato qualunque aspettativa. Come noto, la Grecia chiede che il British Museum restituisca i fregi del Partenone, trasportati nel XIX secolo da lord Elgin in Gran Bretagna, per poter così riunificare, ad Atene, un monumento che è considerato il simbolo dell’ arte e della civiltà occidentale. 01.02.2007…

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Fine 10° Puntata

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