Per dodici giorni Napoli e la Campania sono stati al centro dell’attenzione internazionale per le Universiadi. Un’analoga partecipazione non sempre c’è stata da parte della Tv pubblica e dei media nazionali, televisivi e carta stampata. Basti pensare che la cerimonia di chiusura dell’evento non è stato trasmesso in diretta. Una sottovalutazione che continua a suscitare le giuste proteste e perplessità dei napoletani e dei campani.
Eppure si tratta di uno dei principali eventi sportivi, e non solo. Napoli è stata una sorta di teatro naturale, con le sue bellezze e con la passione dei napoletani, che hanno manifestato il loro affetto a migliaia di atleti di ogni parte del mondo convenuti nella nostra città.
Un appuntamento importante, una sfida che Napoli e la Campania hanno superato alla grande, come ha rilevato il presidente del Consiglio, Conte alla cerimonia di chiusura.
Uno spettacolo nello spettacolo. Oltre 30mila spettatori, estasiati dalla magia di luci, e dall’esplosione delle diverse manifestazioni artistiche.
Una prova di maturità che non può essere oscurata né dalle polemiche istituzionali, né da incidenti di percorso, quasi inevitabili, in manifestazioni di questo spessore .
L’aspetto sportivo, che pure ha visto tanti italiani primeggiare è il meno rilevante. Perché invece è sicuramente fondamentale lo spirito di fratellanza, solidarietà, simpatia che accomuna i giovani atleti. E Napoli, terra di frontiera, costituisce lo scenario naturale di una unanimità che non intende dimenticare i propri valori fondamentali.
Napoli ha vinto, nonostante tutto e tutti. E non c’è oscuramento mediatico che tenga.

È da qui che occorre continuare il cammino per risolvere problemi che non mancano e per fare sempre più della nostra città la capitale del Mediterraneo.

Patrizia Sgambati

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