A chiusura della 30^ Summer Universiade di Napoli 2019, su un aspetto si è tutti concordi: il nuoto è stata la disciplina regina dell’evento. Nella storia di questa edizione rimarrà impresso il tricolore, vessillo sventolato al San Paolo durante l’evento inaugurale, così come al termine dell’ultima gara di questi giochi. Già, perchè l’Italia sportiva ha conquistato con merito l’ultima delle 220 medaglie d’oro assegnate. La pallanuoto maschile oggi, alla Scandone, ha fatto sognare le miglia di spettatori presenti battendo l’USA per 18 a 7 suggellando un torneo perfetto ed un’edizione delle Universiadi che entra di diritto nella Hall of Fame dello sport italiano grazie al record di medaglie, 44 in tutto. .

Il nuoto, la piscina Scandone, la sintesi perfetta tra lo sport e la storia. E proprio l’impianto sportivo napoletano, che ha ospitato le squadre di pallanuoto maschile, è stato teatro della ”chiusa” perfetta di queste Universiadi, l’affermazione più alta nella casa della pallanuoto mondiale, in uno degli impianti meglio riusciti e più affollati nella competizione. “Uno spettacolo, è stato uno spettacolo – afferma il presidente della Federazione italiana nuoto, in tribuna – Napoli ha dato prova di grandi capacità organizzative. La passione, invece, è nel dna di questo popolo”. Un’atmosfera avvertita sulla pelle dai circa quattromila sugli spalti, in connessione sentimentale con i pallanuotisti, con gli organizzatori dell’Universiade. E applausi per tutti, vincenti e sconfitti: “E’ stato un crescendo wagneriano – spiega il commissario tecnico dell’Italia, Alberto Angelini – la Scandone ci ha regalato emozioni pazzesche, una forza della natura, ha alimentato la nostra forza nell’acqua, sostenendoci contro Usa e Russia ma anche lo Stadio del Nuoto di Caserta è stato caldissimo”. “Un pubblico fantastico, ringrazio tutti per averci sostenuto, ci siamo impegnati al massimo – dice Umberto Esposito, il capitano, perno della Canottieri Napoli – ho vissuto un sogno, l’oro a Napoli, a casa mia”.