Napoli per me non è la città di Napoli, ma solo una componente dell’animo umano che so di poter trovare in tutte le persone. Che siano esse napoletane o no“.

Questa frase di Luciano De Crescenzo è scolpita sulla targa in marmo che lo ricorda in vicoletto Belledonne a Chiaia. E’ stata inaugurata stamattina e affianca il murale realizzato ai Quartieri Spagnoli da Michele Quercia col quale la città lo ha omaggiato a un anno di distanza dal giorno della sua morte, il 18 luglio, mentre una via sarà intitolata a suo nome a ottobre.

Alla cerimonia, oltre alla figlia del grande scrittore, Paola, che ha ringraziato la cittadinanza per l’affetto con cui la abbraccia dal giorno del funerale, era presente anche il sindaco Luigi de Magistris. Nelle sue parole si trova la spiegazione di un’amore che sembra destinato a non sopirsi mai:

C’è una continuità nel ricordo per dare forza a un legame senza tempo che c’è tra la città di Napoli e Luciano De Crescenzo, tra i quali c’è un legame molto forte. Per questo motivo, la targa è stata affissa in deroga ai limiti imposti, che prevedono solitamente un’attesa di 10 anni dalla morte. In alcuni casi, ci può essere l’eccezione. Poi, mai come in questi tempi c’è bisogno di ispirazioni e la ‘napoletanità’ della filosofia del pensiero di De Crescenzo è molto forte: Napoli come ultima speranza dell’umanità, perché ha una capacità di resilienza senza limiti ed è una città ispiratrice per tutte le persone che vogliono avere una strada da percorrere“.