La giovane signora che verso mezzogiorno entra di corsa nel negozio, scoppia in un pianto dirotto.  “Non mi dite niente – supplica guardandomi – non posso parlare. Mio padre…..io gli voglio bene…..mio padre…..non c’è più niente da fare! I reni sono in blocco, il cuore si sta fermando…..non volevo comprargli un cappello in questo momento, ma devo!”  Lacrime copiose le rigano il volto sconvolto dal dolore. Cosa poterle dire?  “Mi dispiace, signora! Non avrei mai voluto vendere un cappello per questo motivo! Vorrei che, invece, vostro padre si riprendesse e potesse indossarlo vedendosene bene! Glielo auguro!”. La signora mi abbraccia continuando a piangere. Non mi piace vendere un cappello così! No, non mi piace!  “Credo di aver fatto tutto quello che era possibile per lui! Non ho scrupoli!” continua, cercando di convincermi della veridicità delle sue parole o, forse, di convincere  se stessa. “Non l’ho lasciato mai da luglio fino ad oggi. Mi sono trasferita da lui, a casa sua! Solo ora mi sono dovuta allontanare per comprare il cappello perché lui lo usava sempre e voleva solo i vostri, nessun altro andava bene!”.Cerco di calmare il suo pianto disperato con qualche parola di conforto e lei mi guarda con gratitudine. Non ha esitazione a scegliere il Borsalino più bello, quello che indossano sempre, da anni, i Presidenti che si sono succeduti nella nostra Repubblica. Lo accarezza con delicatezza come forse farebbe con il volto del padre, lo prova davanti allo specchio per vederne l’effetto scusandosi per la stanchezza che, impietosamente, il suo viso dimostra. “ No, non guardatemi! E’ una settimana che non tocco cibo. Non riesco a mangiare, mi sembra di sottrargli attenzione, del tempo prezioso.” La comprendo perfettamente. Le offro delle caramelle che, provvidenzialmente, sono sul bancone. Le rifiuta decisamente ma poi, ad mio secondo invito, accetta di prenderne qualcuna da mettere in borsa per riprendersi un po’ nei momenti che dovrà affrontare. Paga l’importo della sua spesa scusandosi di dover utilizzare la carta di credito invece dei contanti e mi abbraccia ancora una volta ringraziandomi delle parole, dei consigli, di tutto. Mi sento augurarle che suo padre termini serenamente la sua vita, senza dover soffrire troppo e, mentre parlo, mi meraviglio di me stessa. Va via rincuorata, lei stessa più serena. Sospiro pensierosa. Ma che cos’è il mio negozio? La valle delle lacrime? Il rifugio dove i disperati giungono per trovare la loro consolazione? Che non venga mai meno la capacità di trovare le giuste parole per chi ne abbia bisogno! Almeno questo!

Il pomeriggio continua sul filo della malinconia. Alle 16,30 mi ritrovo nella Chiesa di Santa Sofia gremita di persone per l’ultimo saluto a zio Elio, cugino di mio padre. Mia cugina Brunella ed io rievochiamo antiche vicende di famiglia; apprendo storie del passato, storie dalle tinte fosche; vengo a conoscenza di intrighi familiari che potrebbero dar spunto a romanzi noir e di passione, storie mai sentite prima. Davanti ai miei occhi attoniti si materializzano coltelli branditi da donne follemente innamorate e gelose, divieti di frequentazione per disparità di casato, rospi orrendi disposti sugli scalini della casa di gestanti rivali in amore a cui si voleva far provare spavento per farle abortire; fratelli che da anni si ignorano per dispute legali sulle proprietà di famiglia e che, ancora oggi, in chiesa si dispongono seduti in modo da non doversi parlare mai più. Brunella mi presenta un’infinità di persone che mi conoscono ma di cui io non sapevo nulla. “Ma come? Non conosci….? Tua madre se ne ricorderebbe certamente!”. Mia madre non ha mai parlato di queste cose. Decine di mani stringono le mie, tante voci mi promettono visite. Il caldo, oggi soffocante, mi opprime. Vorrei fuggire via. All’improvviso, in un angolo della chiesa su di una sedia, mi sembra di scorgere Lorenzo dal sorriso allegro e scanzonato; Lorenzo, l’aiutante motorista di elicottero di zio Guido che abitava a Modena. Lorenzo, affezionato ai miei zii di cui diceva un mondo di bene, conosciuto per alcuni lavori di idraulica anni fa quando si dilettava così nei momenti liberi e improvvisamente scomparso prima che potessi corrispondergli la somma di venti euro dovuta per un suo intervento. Per mesi portai quei soldi nella borsa, messi accuratamente da parte per darglieli se lo avessi incontrato ma quando, purtroppo, ne constatai l’impossibilità, feci celebrare due Messe per lui a San Francesco e mi sembrò di aver così saldato il mio debito. Lorenzo? No, non può essere possibile! Il caldo gioca, sicuramente, strani scherzi! Cerco di andare via, mi fermo solo a salutare qualcuno prima che il feretro si allontani verso l’ultima dimora. Corro per la strada mentre un gradevole venticello mi accarezza le spalle e sembra sospingermi dolcemente e baciarmi delicatamente sul collo…..

Un brivido corre lungo la schiena……chi mi sta accompagnando verso il negozio?

GRAZIELLA (MARIA GRAZIA) BERGANTINO

Nata a Benevento il 15 dicembre 1954. Dopo aver conseguito la Maturità Classica , si è laureata in Scienze Turistiche. Titolare della storica Cappelleria Bergantino, negozio di famiglia le cui origini, su testi di Storia della città di Benevento, risalgono al 1848.

Ha frequentato tre corsi di Lingua Araba classica organizzati dalla Caritas diocesana di Benevento per il “Progetto Al- Arabiyya” ottenendo, con esami finali, tre attestati di conoscenza della lingua araba parlata e scritta.

Conoscenza della Lingua tedesca appresa frequentando il Goethe Institut di Napoli per due anni.

Conoscenza della Lingua Inglese.

Fa parte dell’associazione culturale Dante Alighieri, sede di Benevento ,di cui è socia benemerita e dell’Associazione culturale Verehia.

Ha pubblicato articoli vari su giornali locali. Ha ottenuto diplomi di merito e targhe premio per la partecipazione a Concorsi letterari nazionali ed internazionali con racconti e poesie.

Tra i numerosi premi conseguiti:

Seconda classificata al Concorso Nazionale Bognanco Terme 2017 con il racconto :” L’antica fontana e la bella Dormiente del Sannio”

Terza classificata al 24° Concorso internazionale “Amico Rom” 2017, a Castelfrentano ( Chieti) con il racconto :”Madalina, piccola, grande amica Rom”

Prima classificata al 57° Premio Nazionale Paestum 2018 con il racconto: ”Estati lontane”

Seconda classificata al Premio Internazionale “Poesia dell’anno 2018” a Quartu Sant’Elena (Cagliari) ,con la poesia :”Nell’uliveto”.

Quarta classificata al XXIX Concorso nazionale “L’Ecologia e l’ambiente” a Fisciano ,nel 2018, con la poesia :”Fiore di donna”

Seconda classificata al 3° Concorso nazionale “ Padre Pio, santo del nostro tempo” nel 2018 a Salerno con il racconto :”Uno zio veramente speciale”

Prima classificata per la Narrativa alla VI Edizione del Premio internazionale Iside 2018, a benevento, con il racconto :”Primavera nell’aria, primavera nel cuore”.

Nel mese di luglio 2018, ha pubblicato una silloge di Poesie dal titolo : “Nello scrigno dell’anima