Un Napoli sfortunatissimo esce sconfitto da Marassi contro un Genoa in un momento di grazia: uno di quei periodi in cui fai due tiri e segni altrettante reti che ammazzano i partenopei capaci di macinare tanto ma un po’ per sfortuna, un po’ per imprecisione, vuoi per la straordinaria serata di Perin non riescono ad andare oltre al gol di Politano il quale accorcia le distanze e regala un finale ulteriormente al cardiopalmo. La squadra di Gattuso parte forte e fa subito capire che vuole comandare l’incontro; poi però la solita clamorosa topica difensiva (Maksimovic) consente a Badelj di mandare in porta Pandev. Il macedone si ripete qualche minuto dopo quando un’imbucata centrale letta in maniera pessima dalla retroguardia lo mette solo davanti ad Ospina per il sorprendente raddoppio. Gli azzurri non si abbattono e continuano ad assediare la difesa ligure con continuità ma scarsa mira: alla fine saranno 24 tiri contro i 2 degli uomini di Ballardini! Una traversa di Petagna nella prima frazione, un palo di Insigne nella ripresa, non è serata e non dice bene a Gattuso che ora è seriamente in pericolo.

OSPINA 5,5: Pandev gli fa gol due volte da un metro ma sinceramente appare troppo inchiodato sulla linea di porta. Non ha altro lavoro da compiere se non dispensare palloni per iniziare l’azione o ricevere lo scarico dei difensori. Un errato passaggio per poco non regala il terzo gol al Genoa.

DI LORENZO 6,5: a parte un tunnel subito in maniera ingenua e scomposta da Czyborra, il suo è un match davvero di alto profilo. Difende e attacca con continuità proponendosi in maniera puntuale dal fondo consentendo prima a Politano, poi a Lozano, di avere la doppia alternativa. Peccato che un paio di palloni intelligenti giocati in mezzo non trovino l’adeguata finalizzazione dei compagni. Torna sugli standard ai quali eravamo abituati a vederlo nella stagione scorsa.

MANOLAS 5: non trasmette tranquillità con la palla tra i piedi neanche per un passaggio a due metri. Stavolta è assolutamente penalizzante anche nella marcatura e nel posizionamento ed il gol del raddoppio ne è una lampante dimostrazione. Esce per un contrasto duro che poteva risparmiarsi. Al suo posto RRAHMANI 6 il quale ha l’esclusivo compito di velocizzare il giro palla per l’assalto dei suoi. Per poco non riesce ad incidere sugli sviluppi di un calcio da fermo.

MAKSIMOVIC 4: più volte abbiamo evidenziato la tendenza a commettere anche in una serata perfetta l’errore grave che può compromettere una gara. E quella di Marassi ne è la dimostrazione ideale: in un match dove in 80 minuti non fa vedere palla agli avversari ha quei 10 minuti che indirizzano l’esito dello stesso. Prima regala palla a Badelj che ringrazia e serve Pandev, poi è assolutamente mal posizionato nella linea che si fa penetrare dallo stesso macedone su imbeccata di Zajc.

MARIO RUI 4,5: delle tante possibilità avute dal Napoli, 3 capitano sul piede di Mario Rui che, cosa inaccettabile a questi livelli, dimostra di non essere capace a colpire il pallone con il collo piede. Non bastassero quelle sciagurate conclusioni, nella ripresa riesce a far peggio con scelte inspiegabili ed errori di misura da matita rossa. Conclude con l’ammonizione per simulazione e protesta annessa illudendosi per un attimo di giocare in qualche squadra del Nord…

ELMAS 5,5: soprattutto nel primo tempo è sempre nel vivo dell’azione, cerca di trovare l’inserimento giusto ma corre anche tanto per la squadra. Nel secondo tempo abbassa ulteriormente la posizione con una squadra votata all’attacco; una prestazione confortante e positiva penalizzata e rovinata da una conclusione sballata che poteva regalare il pareggio nel finale.

DEMME 6: suo malgrado viene coinvolto nella frittata dello svantaggio ma è Maksimovic a servirlo in maniera sconsiderata. Non trova i tempi e la posizione per cominciare al meglio l’azione dal basso che tanto piace a Gattuso ma si fa apprezzare comunque per il grande dinamismo e per la capacità di inserirsi negli spazi e così è sfortunato quando un suo diagonale destinato all’incrocio trova la mano di un insuperabile Perin. Tenace, guerriero, nel finale esce per BAKAYOKO S.V.

ZIELINSKI 5: altra partita deludente del polacco che gioca da capitano vista la presenza in panchina di Insigne e le assenze di Koulibaly e Mertens. Inizia in maniera positiva e cerca il gol con una conclusione insidiosa respinta da Perin poi si immalinconisce ed intestardisce in leziosismi inutili anche davanti alla propria difesa. Una buona opportunità nel finale di tempo con un sinistro in diagonale che però fa il solletico al portiere avversario prima di sparire dalla scena ed essere sostituito da INSIGNE 5 il quale risulta tra i più deludenti non riuscendo ad entrare in partita e risollevare le sorti. In particolar modo una veronica inutile gli fa perdere in maniera stupida un pallone prezioso per la ripartenza dei suoi, Zappacosta lo sovrasta e riesce a non farlo mai azionare dal suo lato preferito. Cerca la gloria con un inserimento centrale su assist di Lozano ma è sfortunato perché la sua girata si stampa sul palo!

POLITANO 7: una delle più belle partite in maglia azzurra per continuità, enorme dispendio di energie ma anche per l’assoluta lucidità nell’intero arco del match. Ci prova dal suo lato accentrandosi o servendo Di Lorenzo sulla corsa, poi nella ripresa il tecnico lo mette interno di centrocampo e se possibile il livello della prestazione sale ulteriormente ed è meritato quel gol di sinistro che come conclusione altro non è che la fotocopia della rete messa a segno all’andata. Un Politano così a tutto campo e brillante non lo vedevamo dai tempi del Sassuolo…

PETAGNA 6: non ci fa impazzire e non lo consideriamo il tipo di attaccante giusto per la qualità, il gioco e l’idea di calcio del Napoli. Ma va apprezzato per l’abnegazione e la straordinaria volontà che ha di far bene per questo progetto: ancora una volta è chiamato a montarsi sulle spalle il peso dell’attacco partenopeo e non fa poi tanto male, anzi. Si abbassa e fa da sponda, butta giù la traversa con un colpo di testa che avrebbe portato al pareggio (1-1) pochi istanti prima del raddoppio genoano, a dimostrazione che gli Dei del calcio stasera hanno voltato le spalle agli azzurri. Prezioso in qualche situazione all’interno dell’area di rigore, poi lascia il posto ad OSIMHEN 5,5 che dà la sensazione di aver fatto un buon passo in avanti nel recupero della condizione dopo il lungo stop. Arriva leggermente in ritardo su una bella intuizione di Di Lorenzo e con il corpo all’indietro calcia alle stelle poi ci prova da ogni posizione senza successo.

LOZANO 6,5: ormai sta completando il percorso di crescita che lo vedeva lacunoso al contrasto o anche al tiro. Giocatore duttile, gioca nel terzo ruolo d’attacco nel giro di nemmeno una settimana risultando sempre fondamentale e positivo. Perin gli nega il gol quando da sinistra si accentra e colpisce all’angolo di potenza: poteva essere l’episodio in grado di condurre il match su altri binari. Nella ripresa dopo l’ingresso di Insigne va a destra e subito fa ammonire Czyborra; spina nel fianco costante quando decide di scappare sul fondo o quando entra nel campo seminando lo scompiglio. Regala due cioccolatini ad Elmas ed Insigne ma l’imprecisione del macedone e la sfortunata conclusione sul palo del 24 ne mortificano le velleità. Non tradisce.

GATTUSO 5,5: difficile commentare una gara del genere, approcciata bene, condotta dall’inizio alla fine, giocata con un assetto decisamente equilibrato ma con il baricentro molto alto ad imporre la propria superiorità. Abbiamo giudicato male l’operato del tecnico dopo la vittoria col Parma ed il pareggio con l’Atalanta e dobbiamo dire che la prestazione contro il Genoa sotto questo aspetto ci è piaciuta molto di più. Ma gli opinionisti e gli esperti ci raccomandano sempre di non parlare di fortuna o sfortuna perché quello che si raccoglie è sempre frutto del proprio lavoro, in positivo o in negativo. E allora bisogna analizzare bene e a fondo le annose problematiche di questa squadra; le assenze dall’inizio di stagione sono tante ed importantissime e magari rispetto ad altre squadre alcuni episodi dubbi in area sono considerati sempre a sfavore, ma se anche questa volta si fanno 24 tiri (quasi come contro lo Spezia) e si segna un solo ed inutile gol e poi si subiscono due gol negli unici tiri in porta concessi attraverso degli errori che si faticano a vedere anche tra i Dilettanti, allora può essere che non si sia creata la giusta alchimia tra il mister e la squadra o con alcuni singoli. I quali puntualmente lo tradiscono con svarioni imbarazzanti in difesa o con scelte errate al cospetto dell’area avversaria. Al mister condanniamo esplicitamente l’assurda, inconcepibile, testarda scelta di rischiare con il fraseggio dal basso quando si hanno uomini che palla al piede non ne hanno la minima capacità. Settima sconfitta in 20 gare: grave!