Una nuova ed incredibile ed eccitante scoperta è venuta alla luce a Pompei. Uno splendido cavallo con bardature e finimenti riccamente decorati in bronzo, forse appartenente ad un altissimo magistrato militare. L’animale era pronto per uscire dalla stalla nella quale era ancora legato insieme con altri due o forse tre cavalli di razza, e dalla quale purtroppo non hanno fatto in tempo a fuggire. Lo scavo che ha riportato alla luce gli ultimi ritrovati non fa parte del Grande Progetto avviato con i fondi europei. 

La grande villa alla quale apparteneva questo ambiente, si suppone fosse la residenza appunto di un personaggio molto importante, un comandante o comunque un altissimo magistrato militare, e si trova nella zona suburbana nel Nord della cittadina campana vicino a via di Civita Giuliana. La Tenuta del Sauro Bardato, così è stata chiamata la villa, anche se non ci sono ancora prove che si trattasse di un sauro, negli ultimi decenni, è stata vittima di saccheggi da parte di tombaroli ed è stata proprio la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, a seguito di un’indagine sugli scavi clandestini, a sollecitare il Parco di Pompei  ad aprire un nuovo scavo. Così lo scorso mese di marzo, sono stati scoperti una serie di ambienti di servizio di questa grande villa suburbana conservatasi in maniera eccezionale: all’interno sono stati trovati diversi reperti come anfore, utensili da cucina, e tanto altro.

Le operazioni condotte dagli archeologi in questi giorni hanno riportato in superficie la stalla e hanno individuando la parte restante del secondo cavallo e un terzo, questo con i resti della ricca bardatura di tipo militare. Dei tre cavalli uno giace riverso sul fianco destro, con la testa ripiegata sulla zampa anteriore sinistra: presumibilmente legato alla mangiatoia da cui non è riuscito a liberarsi. L’altro invece è sul fianco sinistro, e sotto la mandibola conserva ancora il morso in ferro. Ritrovati nel corso degli scavi, anche diversi reperti di bronzo.

La villa sembra essere molto lussuosa, degna dimora di un’alta personalità, ed è stata descritta dal direttore del Parco Archeologico, Massimo Osanna, con ambienti riccamente affrescati e arredati, eleganti terrazze digradanti che affacciavano sul golfo di Napoli e Capri, oltre ad un ben organizzato quartiere di servizio, con l’aia, i magazzini per l’olio e per il vino, e ampi terreni fittamente coltivati. E’ una villa paragonabile alla famosa Villa dei Misteri. Ora è il compito degli esperti ripulire e studiare i preziosi finimenti del cavallo e i frammenti della straordinaria sella in legno e bronzo, e tutti gli altri reperti ritrovati, prima che la tenuta possa essere aperta al pubblico.