Nella notte (vabbè, diciamo nel tardo pomeriggio/prima serata) dell’11 gennaio è stata celebrata l’ormai tradizionale “Notte nazionale del Liceo Classico” anche nella nostra città.

I licei classici cittadini – Sannazzaro, Umberto e Pansini – hanno tenuto aperte le loro aule ai ragazzi e alle loro famiglie, estendendo l’invito a partecipare a tutta la comunità cittadina. All’interno di questi luoghi si è svolto un entusiastico viavai di giovani, giovanissimi e adulti, docenti, allievi, ex allievi, famiglie e simpatizzanti, impegnati a celebrare le vestigia del mondo classico, greco e latino insieme alla meravigliosa attualità della cultura umanista.

Questo appuntamento, nato per scongiurare – riuscendoci – l’agonia degli studi classici, assume un significato profondo ed essenziale in questa epoca in cui i valori dell’umanesimo e la stessa umanità, intesa nel significato simbolico ma anche nell’accezione materiale, sono in pericolo.

Il liceo classico appare ultimo baluardo di un sistema scolastico smembrato che tende a sfilacciare i saperi rendendo le nuove generazioni incapaci di argomentare e, pertanto, prede degli slogan piuttosto che animatori di ragionamenti e dialoghi.

La struttura intrinseca del liceo classico si oppone per la concatenazione intima delle materie proposte (greco, latino, storia, filosofia, storia dell’arte) alla omogenizzazione e strumentalizzazione del sapere, più facilmente realizzabile nelle altre programmazioni scolastiche che non presentano un tale livello di integrazione tra gli argomenti trattati.

Non tutti gli allievi hanno inclinazione per le materie umanistiche – come si dice “sono portati” – e certamente i saperi tecnici e scientifici sono altrettanto indispensabili alla collettività umana, tuttavia ricordare che la competenza umanistica possiede pari dignità e che essa è similmente necessaria alla sopravvivenza del genere umano è una urgenza in questo periodo desolato, in cui sembra che il calcolo e la indifferenza siano le regole imperanti del convivere sociale.

Lunga vita al liceo classico, agli studi e alla ricerca umanistici, lunga vita alle donne e agli uomini che coltivano, preservano e diffondono il senso profondo del discorso sull’uomo (quella cosa del tipo: chi siamo, da dove veniamo, dove stiamo andando, insomma).