Applausi scroscianti per Haoua che veste i panni di “Graziella“, il personaggio simbolo dell’isola. Haoua è una sedicenne arrivata dal Camerun, dopo essere approdata a Lampedusa, con la mamma, Aicha, e la piccola sorellina Marianne, di appena tre anni, che e con lei sul palco nella serata conclusiva della Sagra del Mare.  È la prima volta che una ragazza di colore indossa  il costume tipico dell’isola, quello della fanciulla di Procida protagonista del romanzo di Alphonse de Lamartine, l’adolescente devota e innamorata del naufrago francese. 

“…Qui integriamo senza rinunciare all’identità”, spiega Nico Granito, assessore alla cultura. Haoua è solo una delle le aspiranti “grazielle” in gara, sebbene la giovane camerunese, non possa  partecipare, poiché il regolamento vuole che le partecipanti siano ragazze native dell’isola, o di origine procidana. Ma in futuro forse anche questo cambierà. Procida è il luogo dove il sindaco voleva mantenere il porto di Marina Grande aperto, mentre Salvini si opponeva all’accoglienza. E dove da marzo è attivo il progetto Sprar, coordinato dalla cooperativa Less: ospitalità diffusa per 34 rifugiati richiedenti asilo.

La partecipazione di Haoua, alla festa più tradizionale dell’isola, con l’elezione della Graziella, ha molto più di un valore simbolico: infatti qui il progetto Sprar mira ad integrare immediatamente gli abitanti del luogo con i migranti. “… Noi crediamo che sia fondamentale che i nostri beneficiari siano subito inseriti nel tessuto urbano, attivando processi virtuosi e rispondendo a una cultura di chiusura e razzismo figlia della paura”. Ha spiegato Omar Abdul Rahman Omar della cooperativa LESS –

Intanto Haoua, indossa con orgoglio i vestiti tradizionali dell’isola. “Mi sento importante perché questi vestiti sono la storia di Procida e così sento di farne parte”. Dice la giovane camerunese, con un pubblico consapevole che questa serata finale della Sagra del Mare è diversa da tutte le altre perché è un segno delle cose che cambiano in positivo, un simbolo che Procida è davvero una comunità che vive all’insegna dell’apertura mentale e della tolleranza. Il costume della Graziella indossato da un’africana migrante, mentre echeggiano sui nostri quotidiani gli atti d’intolleranza che hanno luogo in in altre parti del nostro paese. 

“A Procida spero di trovare una vita migliore, di poter andare a scuola e avere tanti amici…” spiega Haoua . “Da piccola in Camerun sognavo di diventare ballerina. Ma mi piace anche correre: sarebbe bello se diventassi un’atleta”.  Commenta la ragazza, che a settembre inizierà ad andare a scuola proprio qui sull’isola dai mille colori. Da Procida e e dall’Africa, Haoua dimostra così la sua riconoscenza all’isola indossando il prezioso costume da Graziella tra i rumorosi applausi del pubblico che avvolgono tutte le ragazze in abito tradizionale sul palcoscenico.