La damnatio memoriae della famiglia Borbone Due Sicilie ha relegato all’oblio anche la figura dell’Imperatrice del Brasile, Teresa Cristina conosciutissima invece in patria, dove la ricordano nel nome di sei Città. Teresa Cristina figlia di Francesco I delle Due Sicilie e sorella di Ferdinando II, il primo luglio 1842, all’età 21 anni, sposò per procura Don Pedro II Imperatore del Brasile. Il matrimonio fu celebrato a Napoli alla presenza dell’ambasciatore brasiliano: lo sposo era rappresentato dal Principe Leopoldo di Borbone – Due Sicilie, conte di Siracusa e fratello di Teresa Cristina, la sposa dal ministro degli esteri napoletano, Fulco Ruffo di Calabria, Principe di Scilla. Una squadra navale brasiliana, composta dalla fregata Constituição e due corvette, fu inviata a Napoli per portare la futura imperatrice a Rio de Janeiro. Il viaggio iniziò il 2 luglio 1843. Teresa Cristina era scortata anche da una squadra navale Napoletana composta dal vascello Vesuvio, e dalle fregate Partenope, Amalia e Regina Isabella, insieme al fratello Luigi di Borbone, Conte d’Aquila, che avrebbe sposato la Principessa Januária, sorella di Don Pedro II. L’arrivo a Rio de Janeiro avvenne all’alba del 3 settembre. Don Pedro II, salito a bordo della fregata Constituição la sera dell’arrivo delle navi in rada, si dice, sarebbe rimasto un po’ deluso dall’aspetto fisico della sposa che aveva conosciuto, come avveniva in questi casi, solo attraverso un ritratto. Ma il matrimonio tra Don Pedro e la Principessa delle Due Sicilie si rivelò nel tempo un successo. Durò 46 anni e fu caratterizzato da una grande intesa cementata dal gusto comune per le arti e la musica. In dote, Teresa Cristina portò oltre due milioni di franchi e una serie di reperti archeologici tra i quali 13 anfore di bronzo che divennero il nucleo della collezione a lei intitolata nel Museo Nacional Quinta da Boa Vista a Rio de Janeiro.

A partire dal 1856 l’imperatrice avviò con il fratello Ferdinando II uno scambio di pezzi di artigianato brasiliano con antichità provenienti dal Real Museo Borbonico di Napoli grazie al quale il Brasile può contare su una collezione archeologica classica di circa 700 pezzi, la più grande dell’America Latina. Ma anche Napoli giovò di questo matrimonio, in particolar modo nei rapporti commerciali e la vendita di locomotive e vagoni fabbricati a Pietrarsa. La coppia ebbe quattro figli: Afonso, Isabel, Leopoldina, e Pedro. Il 15 novembre 1889 l’Imperatore Don Pedro II fu deposto e fu proclamata la repubblica. Alla famiglia imperiale i congiurati dettero 24 ore di tempo per lasciare il Paese. Secondo cronache del tempo Teresa Cristina, affezionata alla sua nuova Patria, avrebbe pianto apprendendo la notizia. Don Pedro II, Teresa Cristina ed i figli si imbarcarono per il Portogallo all’alba del 17 novembre. All’ambasciatore austriaco, presente alla partenza, l’Imperatrice avrebbe chiesto «che cosa abbiamo fatto per essere trattati come criminali?». Durante il viaggio per mare verso l’esilio in Europa, durato 40 giorni, Teresa Cristina appariva profondamente provata per il trattamento subito dai repubblicani. Sicuramente durante i lunghi giorni di navigazione non potè non pensare alle analoghe vicissitudini vissute da suo nipote Francesco II e dalla Regina Maria Sofia che nel 1861 dovettero lasciare il felice Reame dei suoi anni infantili. All’arrivo in Portogallo, a Porto, trovò alloggio al “Grand Hotel”, che contrariamente al nome si rivelò un albergo modesto, dove avvertì un malore. Fu chiamato un medico, che nulla poté fare per soccorrerla.

borbone

Teresa Cristina delle Due Sicilie, morì per un attacco cardiaco nella sua stanza d’albergo il 28 dicembre 1889. Aveva 67 anni. Accanto a lei c’era la baronessa di Japurá, Maria Isabel de Andrade Lisboa, alla quale Teresa Cristina avrebbe detto: «Non muoio di malattia, ma di dolore e di tristezza». Il quotidiano francese “Le Figaro,” scrisse il 29 dicembre 1889: «L’Europa ricorderà con rispetto questa Imperatrice morta senza trono, e della sua morte si dirà che è stato l’unico dispiacere dato al marito in 46 anni di matrimonio». «Era una donna buona e virtuosa – scrisse Le Gaulois – di cui la storia poco parla, perché nulla può dirne di male». L’Imperatrice dopo varie vicissitudine riposa in Brasile, nella cattedrale di Petropolis.

Jerry Sarnelli