Per i Pezzulli di Luciana Pennino: L’importanza dell’Amore con rime strampalate

Un orologio senza lancette, un mese senza giorni, un libro senza pagine, un naso senza narici, un palazzo senza piani, una stanza senza pareti, una tastiera senza tasti.

Senza tasti la tastiera potrebbe essere una pastiera, un’antipastiera, una forestiera o una costiera, ma senza i tasti non sarebbe nemmeno nata la parola tastiera.

Un orologio, senza lancette, potrebbe essere un necrologio, un elogio o un signore chiamato Ambrogio ma l’ora non la segnerebbe.

Senza pareti una stanza parrebbe una sostanza, una costanza, una prestanza oppure abbastanza un’equidistanza ma comunque nulla a che vedere con una stanza.

Un biscotto inzuppato in una tazza senza latte sarebbe un biscotto avviluppato o accoppato o acchiappato o forse anche scappato, ma certo non inzuppato.

Così pure una zolla senza terra sarebbe una bolla, una molla, una folla o un’ampolla che barcolla ma di zolla non se ne parlerebbe proprio.

Vogliamo parlare di un triangolo senza vertici? Sarebbe un pungolo, un singolo o anche un pargolo ma la geometria non avrebbe nessuna figura piana dal nome triangolo.

E una vita senza Amore…? Sarebbe una malavita servita a chi evita un salvavita.

Una vita senza Amore, credete a me, è una sottovita che forse va bene a un moscovita ma che non invita alla dolce vita!

Luciana Pennino

“Quando le persone hanno tutte le cose materiali di cui necessitano, sembrano non avere bisogno l’una dell’altra. Sono autosufficienti. Non c’è interdipendenza. Non c’è amore.” (Jean Vanier)