Doppio appuntamento a Il Pozzo e il Pendolo Teatro questo fine settimana, per un week end pieno di emozioni. Venerdì 14 febbraio ore 21:0San ValentinoFantasmi d’amore una serata con gli spettri innamorati. Domenica 16 febbraio ore 19:00 replica straordinaria, Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello.

Lo spazio di Piazza San Domenico Maggiore sarà il palcoscenico ideale dello spettacolo Fantasmi d’amore, una serata con gli spettri innamorati. Un viaggio in cui Marianita Carfora, Andrea De Rosa, Marco Palumbo, Peppe Papa, Peppe Romano condurranno il pubblico attraverso le vicende degli spiriti ammalati d’amore che popolano la nostra magica città, offrendo un menù di degustazioni e celebrando le note struggenti della tradizione partenopea dal ‘600 all’800, per un San Valentino particolareSi racconterà, nel corso della serata, di Cola Pesce, della Bella Imbriana, di Re Nasone e di Maria D’Avalos, della Leggenda dell’Uccello Grifone e delle Gazze della Pignasecca. Attraverso le voci dei personaggi o dei loro fantasmi, riassaporeremo il gusto di antiche leggende mai sopite.

Questo spettacolo nasce da una convinzione: per conoscere Napoli, la vera Napoli, bisogna seguire il filo dei suoi racconti non scritti. Sulle note di antiche canzoni accompagnate da una compagnia di guitti d’altri tempi si può davvero partire per viaggio immaginario tra ombre storie e leggende perse nella nebbia del passato. I personaggi di questo spettacolo hanno un’eternità da raccontare, e insieme alla loro storia ricostruiranno frammenti di storia della città di Partenope.

Domenica 16 febbraio alle ore 19:00 andrà in scena una replica straordinaria – dopo l’incredibile successo da tutto esaurito dei primi due appuntamenti – di uno dei testi più famosi di Luigi Pirandello,Uno, nessuno e centomila.
Interprete dell’ultimo romanzo dello scrittore siciliano, Premio Nobel per la letteratura, è Paolo Cresta, che ne cura anche l’adattamento e la regia.

Un uomo, un uomo qualunque come si definisce lui stesso, un giorno come un altro, riceve un’osservazione da sua moglie: “Guardatelo bene il naso, ti pende verso destra”. Questa semplice e, apparentemente, innocua frase trascina l’uomo, Vitangelo Moscarda, in abissi di riflessioni econsiderazioni che gli scavano dentro. Inizia a ricercare dentro di sé, nelle persone intorno a lui, scoprendosi, tormentatamente, Uno, nessuno e centomila. È così che, da un semplice specchio, superficie ambigua e inquietante, emerge per Vitangelo. Moscarda, un volto di sé finora ignorato, provocando in lui una profonda crisi, fino all’agghiacciante consapevolezza che la sua immagine negli occhi degli altri è profondamente lontana da quella che ha di se stesso. Da qui la presa d’atto ancora più inquietante: egli non è ‘uno’, come aveva creduto sino a quel momento, ma ‘centomila’, nel riflesso delle prospettive degli altri, e quindi ‘nessuno’. La realtà banale e paradossale dell’uomo, in relazione a se stesso e agli altri, è il filo rosso di una storia nella quale ciascuno di noi è costretto a riconoscersi.

Pirandello stesso lo definì il romanzo “più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita”. Ed è da questa scomposizione Paolo Cresta è partito, utilizzando come riferimenti visivi Francis Bacon , Lucian Freud e Alberto Giacometti. Ciò che resta dell’uomospogliato di tutto.

TEATRO IL POZZO E IL PENDOLO

Piazza S. Domenico Maggiore 3 – Tel: 081 5422088

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