2015-04-12 14.24.55

La penna lesta una volta, le dita sui tasti del pc oggi, sì, una giornata uggiosa richiama sogni: e Londra con tutto il suo straripante fascino, fatto di un tessuto antico come il mondo, e nello stesso tempo così prima di ogni cosa!

Una di quelle città che basta girare un angolo per trovarsi in un altrove: giardini segreti e privati, i “rear Gardens” i giardini sul retro, piccoli mondi fatati popolati da fiori in ogni stagione dell’anno, fronde e cinguettii, la city ad un soffio… ma non te ne accorgi: proprio di un giardino così vi voglio raccontare, tradizionale e domestico, una miscellanea di fiori, caprifogli, rose, clematidi… che qui hanno il loro habitat perfetto, circonda una vecchia casa casa settecentesca, di mattoni rossi con grandi finestre bianche, le classiche “all’inglese“, è un’alternanza di fioriture prevalentemente da ombra, quindi anemoni giapponesi, aconiti, iris, regina “la felce“… rampicanti in ogni dove per poter ricoprire i muri, bellissimi, di confine.Tutto è semplice, generoso, abbondante, selvatico, oggetti sparsi qua e là, e ti aspetti da un momento all’altro che sbuchino piccoli abitanti ad animarli.

Abbonda il bisogno di riservatezza e lo spazio è organizzato in modo differente, a secondo di quello che si intende manifestare, sempre come un gioco di specchi, luogo appartato da dedicare agli affetti ed alla vita famigliare.

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E’ indiscutibile il richiamo al giardino “segreto” della tradizione, immagine tradotta in giardino privato, oggi, fatto di stanze verdi che riecheggiano il Novecento.

Qui ci si rende conto, immediatamente, della bellezza della differenza tra house e home… noi nella nostra lingua non la differenziamo casa e casa… pensare che tanto tempo fa i Penati proteggevano il focolare… ma tanto tempo fa.

la vostra psico-terra-peuta

🙂

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