Sono passati 83 anni da quando Hachiko, un bellissimo cane, ha chiuso gli occhi per l’ultima volta. La storia di Hachiko, e del suo proprietario il professor Ueno Elizaburo, ha commosso per anni il mondo intero. È vale la pena raccontarla per quelli che ancora non la conoscono. 

Nel 1925, questi si recava alla stazione ogni giorno per raggiungere il suo posto di lavoro nell’Università di Tokyo. Il suo cane Hachiko lo accompagnava ogni giorno alla stazione ed ogni giorno alle 5:00, quando il professore scendeva dal treno, Hachiko lo attendeva fedelmente sulla piattaforma, senza badare alla pioggia, al freddo o al caldo.

Un triste giorno, il 21 maggio 1925, il professor Ueno morì di infarto mentre era al lavoro, ed Hachiko era alla stazione, come tutti gli altri giorni, ad aspettare che il suo umano tornasse. Lo attese invano quel giorno, così come tutti gli altri per i successivi nove anni, e non rivide mai più il suo amato padrone. 

Ogni giorno, per quasi 10 anni, Hachiko si recava  alla stazione. Alle 5:00 si sedeva nello stesso posto in cui attendeva il professore e aspettava fino alla chiusura della stazione. Il capostazione e gli altri che lavoravano lì, che conoscevano il professore e le abitudini di Hachiko, capirono cosa stava facendo il cane, così iniziarono a nutrilo ed a dargli riparo. 

Ben presto si sparse la notizia del cane che aspettava il padrone. Neanche il trasferimento della vedova del professore riuscì a tenerlo lontano dal suo posto di guardia. Hachiko scappò per tornare lì alla stazione, ad aspettare il suo amato umano per sempre. Ed è così che la morte lo colse il 7 marzo 1934, si addormentò nel posto dove attendeva il professore e non si svegliò più.

La lealtà è un valore centrale della cultura giapponese. Hachiko è stato visto come un esempio di ciò a cui gli esseri umani dovrebbero aspirare. La morte di Hachiko ebbe grande risonanza in tutto il Giappone e quel giorno fu dichiarato giorno di lutto. Fu eretta una statua del cane fedele nel luogo in cui Hachiko aveva aspettato tutti questi anni.

Il corpo del cane fu imbalsamato ed esposto nel Museo Nazionale del Giappone.