L’interessante signore dai capelli brizzolati, entrato in serata nel negozio mentre ero al telefono, impegnata in una conversazione di lavoro, si ferma davanti all’esposizione di bastoni ed inizia ad osservarli con grande attenzione. Mi affretto a concludere la telefonata e mi dedico a lui che desidera un bastone da regalare alla madre per Natale e, mentre gli illustro le varie caratteristiche del legno con lo spessore che offre resistenza al peso della persona  e le forme dei manici che consentono facilità di sostegno e sicurezza di appoggio, all’improvviso mi fissa intensamente negli occhi ed esclama : “Dovresti rivolgerti a me con il “tu”!”. Lo guardo perplessa, interrogativamente e sto per rispondere : “E perché mai dovrei?” quando lui continua a parlarmi declinando un elenco di cognomi di cui alcuni mi risultano sconosciuti ed altri più familiari. L’ultimo della serie è il suo e mi sembra impossibile che, davanti a me, si sia materializzato quello che era il bambino più bello delle Elementari frequentate insieme presso il Convitto Nazionale. Ci abbracciamo e baciamo commossi, dopo 55 anni che non ci eravamo più visti, ed è subito un riaffiorare di un fiume impetuoso di ricordi dei tempi di scuola. Eravamo bambini e, tra tanti compagni, era quello che più mi aveva colpita e mi faceva sognare ad occhi aperti durante le lezioni ogni volta che il mio sguardo si soffermava si di lui che, in quinta classe, era proprio davanti a me che stavo in prima fila ed occupava il banco accanto alla cattedra del nostro maestro. Abbiamo riso insieme quando gli ho raccontato di quanti formaggini  di una nota marca avevo mangiato in quel periodo perché in ogni scatolo c’era la figurina di un calciatore ed ero alla disperata ricerca di quelli che potevano appartenere alla sua squadra preferita. Formaggini a pranzo, a merenda, a cena tra lo stupore dei miei genitori che rimproveravano la mia strana, improvvisa voracità. Raccolsi le immagini tenendole unite insieme con un elastico, le sistemai avvolgendole con una colorata carta regalo, sistemai il tutto con un nastro colorato ed un giorno portai il pacchetto ben confezionato in classe ma non ricordo se riuscii a trovare il coraggio di consegnarglielo in dono. Pensando a quel momento mi rivedo ancora in piedi, ferma davanti a lui mentre, esitante, balbettavo qualcosa. Bello ed irraggiungibile per me, un sogno impossibile, un vero mito che metteva soggezione e non mi faceva riuscire a parlare quando mi trovavo in sua presenza. Terminate le Elementari, pur frequentando entrambi il Liceo Classico, altri interessi presero il sopravvento e ci siamo persi di vista, anche se abitavamo nella stessa piccola città che può diventare una metropoli se si frequentano ambienti sociali diversi. Lui è diventato un importante Magistrato e spesso ho letto il suo nome e le sue imprese sui giornali ma, se lo avessi incontrato, non sarei mai riuscita a riconoscerlo. Mi ha raccontato di essere tornato per lavoro, anni fa, sul “luogo del delitto”, il nostro Convitto, di essere salito nelle stanze dei piani superiori e di aver potuto ritrovare  uno dei registri degli anni di scuola frequentati insieme. C’erano i nostri nomi, i voti, i giudizi espressi dai maestri ma non pensò di fotografarne qualche pagina anche perché ancora non si usavano, per questo, i telefonini. Rievocando il passato, abbiamo poi ricordato la famosa, terrificante bacchetta di legno usata da una maestra; lui l’ha provata più volte sulle sue mani ed anch’io ne fui vittima un giorno in cui l’insegnante si assentò per un po’ dall’aula e mi lasciò alla lavagna con il compito di segnare i “cattivi”. Solidale con i miei compagni, non scrissi nessun nome e quando la maestra fece ritorno, fui punita con i colpi di bacchetta che mi fecero bruciare i palmi delle mani per tutta la mattinata scolastica. Più volte il mio bellissimo “Mito” si è trovato a passare davanti al negozio; la tentazione di entrare per salutarmi è stata forte ma non ne ha mai trovato il coraggio prima di stasera. Un’emozione grande rivedersi e ritrovarsi dopo tanto tempo! Per me, è stato come un sorprendente, inaspettato regalo piovuto dal cielo  per il recente compleanno.

Una serata che, all’improvviso, si è riempita magicamente di autentica, benefica gioia e che mi ha fatto pensare che nulla finisce mai ma tutto ritorna a chi sa conservare intatti i ricordi più belli della vita nello scrigno prezioso della memoria.