Poco tempo fa, giunse in Redazione la mail di un nostro caro lettore, da circa 50 anni lontano da Napoli, che chiedeva notizie di una località dove un tempo abitavano i suoi genitori:
Sono nato a Napoli nel 1943, anche se dal 1968 vivo a Imola. La mia famiglia viveva in una abitazione situata a Fuorigrotta, allo scambio Morra, nella vecchia Via Nuova Bagnoli, oggi Via Diocleziano. Mi sono sempre chiesto quale fosse l’origine del nome Scambio Morra o Scambio di Morra, se legato ai tempi delle carrozze a cavalli o ad uno scambio della linea tranviaria o ancora qualche altra cosa“.
Ebbene, dopo non facili ricerche, siamo riusciti ad identificare quella zona e con viva soddisfazione comunichiamo al nostro Amico ciò che abbiamo appreso, tra l’altro, con gran sorpresa, scoprendo una “chicca” nota a pochi.
Con l’inaugurazione della tratta che collegava la stazione di Montesanto con quella di Terme – La Pietra, nasceva, il 1° luglio 1889, la Ferrovia Cumana, che risultò essere la prima ferrovia metropolitana d’Italia e la seconda al mondo dopo quella di Londra. Già nell’arco di pochi mesi, la Cumana seppe segnalarsi come strumento utilissimo per la cittadinanza e per il turismo specie balneare dell’epoca, in quanto permetteva il collegamento rapido del centro di Napoli con tutte le zone del litorale flegreo.
Come si evince anche dal nome, al termine di via Diocleziano proseguendo per la via Nuova Bagnoli, in prossimità del ponte delle Ferrovie dello Stato, esisteva questo “scambio di binari” azionato a quei tempi da casellanti, che portava i treni fino alle officine di riparazione. La famiglia Morra era la proprietaria delle terre adiacenti e ne permise il passaggio.

morra
A sorpresa, siamo venuti a conoscenza che in quel luogo, precisamente allo Scambio Morra, aveva abitato per molti decenni, in un villino caratteristico da luogo di villeggiatura quale era la Bagnoli di un tempo, il Poeta Eduardo Nicolardi, noto per aver scritto, tra le tante belle melodie, tre capolavori quali “Voce ‘e notte”, “‘Mmiezo ‘o grano” e “Tammurriata nera” (lui che fu direttore amministrativo dell’ospedale Loreto Mare, ed in questo ruolo assistette, nel 1944, alle prime nascite di bambini di colore, concepiti dalle ragazze napoletane con soldati americani).
In quel posto ameno e tranquillo, lontano dai rumori della città, Nicolardi si dedicava alla cura dei fiori riuscendo addirittura ad ottenere delle rose nere, che suscitarono l’interesse degli appassionati che venivano da ogni parte per assistere a questo miracolo botanico.
Egli fu il poeta agreste, vero amante della natura, nella quale sapeva ritrovare la serenità e l’estasi del suo animo sensibile. Molti dei suoi versi, infatti, furono realizzati proprio lì, in quei viali silenziosi che invitavano al sogno e alla meditazione.
Questo grande poeta morì qui, allo Scambio Morra, il 26 febbraio 1954.
Noi ringraziamo il Lettore non solo per l’attenzione che ci dedica, ma ora anche perchè, grazie alla Sua richiesta, abbiamo aggiunto al nostro sapere notizie che fanno Storia della nostra città, dove ad ogni angolo di marciapiede si respira vecchia e nuova cultura.
L’autore dell’articolo ringrazia la Signora Rita Ponticelli (discendente di quelle nostalgiche figure dei casellanti) e l’Archivio Lala per le notizia circa il poeta Nicolardi.

Carlo Fedele