Un Napoli dai due volti riesce comunque a guadagnarsi l’accesso alle semifinali che lo vedrà opposto alla temibile Atalanta di Gasperini: nella prima frazione non c’è storia, gli azzurri sono pressoché perfetti e la chiudono con un eloquente 4-0. Apre le danze Koulibaly con un preziosismo (colpo di tacco su assist di Hysaj), poi al 20′ sul filo del fuorigioco Lozano scappa alle spalle della difesa ligure e trafigge Krapikas; il terzo gol è firmato da Politano con un tocco dolce su assist di Zielinski mentre il quarto centro è di Elmas a conclusione di una giocata spaziale di Insigne (una sorta di remake del gol contro la Fiorentina sull’asse Lorenzo-Lozano). Il secondo tempo, quello che magari lascerebbe presagire ad una goleada, si rivela un’autentica sofferenza: incapacità di controllare il match, cambi incomprensibili e lo Spezia nel giro di 3 minuti trova i gol di Gyasi e del napoletano Acampora. L’unico lampo azzurro è di Demme che colpisce un palo ma i secondi 45′ sono un segnale da non sottovalutare!

OSPINA 6: ha la possibilità di mettersi in evidenza esclusivamente per il lavoro palla al piede. I due gol non lo vedono responsabile (il secondo addirittura è agevolato da una beffarda deviazione di Manolas).

HYSAJ 6: l’inizio gara è addirittura entusiasmante, l’albanese è in palla, ispirato e così confeziona anche l’assist per il vantaggio di Koulibaly. Si propone con frequenza in avanti e cancella anche dal campo Gyasi. Nella ripresa invece va in sofferenza anche perché Politano non lo aiuta granché e così non ci fa una bella figura nell’azione della prima rete spezzina, patendo fino all’ultimo contro le incursioni di Bastoni e di Acampora.

MANOLAS 6: perfetto fino alla prima rete dello Spezia, concentrato e sicuro ad ogni intervento, spesso mettendo una pezza alle incertezze dei compagni di reparto. Però si perde Gyasi in maniera inaccettabile e da lì inizia per il greco un’altra partita che tre minuti dopo lo vede anche sfortunato autore della deviazione che beffa Ospina. Tiene botta nel convulso finale che vede lo Spezia più volte pericoloso.

KOULIBALY 6: il gol di tacco che apre le danze ed alcuni recuperi da difensore di caratura mondiale bilanciano in parte un match scandito da tanti svarioni ed alcune dilettantistiche disattenzioni.

MARIO RUI 5,5: anche in un primo tempo dilagante sembra stare molto sulle sue, fa il suo lavoro con diligenza ma senza nessuno squillo di tromba. Nella ripresa è chiamato a compiti maggiormente di contenimento soprattutto su Verde, non sfigura ma neanche eccelle. Si becca un giallo come al solito.

ELMAS 6,5: nella valutazione si tiene presente un periodo non facile per il macedone, poco utilizzato e spesso inserito nei momenti più confusi della squadra. Parte con un’incertezza pericolosa davanti alla propria area di rigore poi però cresce in maniera esponenziale mettendo da parte il fioretto e badando al sodo con un lavoro oscuro apprezzabile. Prova una prima conclusione ma viene murato, poi però segna il 4-0 seguendo e finalizzando l’iniziativa splendida del capitano. La sua uscita corrisponde con l’inizio delle sofferenze azzurre, al suo posto OSIMHEN 5, quasi irritante, fuori condizione e fuori dal vivo del gioco. Ha la possibilità di accendersi una sola volta quando potrebbe servire Lobotka in mezzo all’area ma perde il tempo giusto e perde pure il pallone.

DEMME 6,5: gioca sempre come se fosse una finale, concentrato, attento, generoso ed intelligente. Non perde mai la bussola ed è uno dei pochi a mantenere l’interruttore acceso per l’intero minutaggio. Sfortunato quando un bel diagonale, deviato da Krapikas, si stampa sul palo.

ZIELINSKI 6,5: arretrato nei tre di centrocampo si limita ad un intelligente lavoro da interno di centrocampo con la qualità però di cui è ampiamente dotato. Meno lezioso e più concreto permette alla manovra la giusta fluidità. Suo l’assist per il gol di Politano, Esce ed è notte fonda. Al suo posto LOBOTKA 5 al quale non giova una rivoluzione tattica insensata che lo espone ad una sofferenza inaspettata. Non è tranquillo, controlla sempre il pallone indietreggiando e mai in maniera propositiva. Imbarazzante dal punto di vista atletico, finisce col giocare da sotto-punta e se magari Osimhen si accorgesse del suo inserimento avremmo assistito anche al gol dello slovacco…

LOZANO 7: gioca da prima punta e si conferma ispiratissimo. Segna il raddoppio con uno scatto furbo sul filo del fuorigioco finalizzato con un potente destro, ma quello che colpisce è una condizione fisica invidiabile che lo porta persino a delle generosissime ed efficaci coperture difensive. Gioca soltanto il primo tempo anche perché gravato da cartellino. Al suo posto MERTENS 5 che avrà toccato sì e no quattro/cinque palloni. Lontano da una condizione accettabile e lontano parente di quel calciatore capace di infiammare la torcida azzurra. Fantasma, esce addirittura a sua volta per BAKAYOKO S.V.

INSIGNE 6,5: il confronto con parte della tifoseria sembra avergli tolto un peso, infatti Lorenzo gioca un primo tempo brillante con l’apice di quella giocata da marziano che umilia il povero Ismajli, salito fino alla trequarti azzurra e lasciato sul posto con uno stop di petto a seguire e relativa fuga sino ad arrivare al limite dell’area per consegnare un assist al bacio per il 4-0 di Elmas. Ci prova addirittura con un tiro da centrocampo quando però in realtà andava servito Politano in fuga, il resto è una gara con il solito e forse eccessivo sacrificio quasi da terzino aggiunto.

POLITANO 5,5: sembra proprio non riuscire ad avere condizione e concentrazione per poter ben figurare per 90 minuti. Infatti Matteo parte piuttosto bene, ha gamba e lucidità per accendersi in maniera pericolosa ed infatti fa pure il gol del 3-0 eludendo il tentativo di off-side della difesa dello Spezia e raccogliendo il bel lancio di Zielinski con un delicato sinistro a beffare il portiere. Poi però nella ripresa cala, sembra addirittura un corpo estraneo e lascia spesso Hysaj alla mercé delle offensive di Acampora, Gyasi e Bastoni. Gattuso si sgola per richiamarlo e alla fine lo sostituisce (forse troppo tardi) per DI LORENZO S.V.

GATTUSO 5: la felicità e l’illusione durano 45 minuti. Sì, perché nonostante la pochezza dell’avversario (lo Spezia di Italiano mostra una buona organizzazione ma è severamente decimato dalle assenze) la squadra mostra una ritrovata solidità grazie ad un tanto agognato 4-3-3 e soprattutto i calciatori hanno la cattiveria e concretezza giusta anche per esorcizzare i fantasmi delle ultime settimane e dimostrare assoluta unità di intenti relativamente alla posizione della guida tecnica. Poi però il mister va in confusione ed è davvero difficile non evidenziare il disastro fatto attraverso sostituzioni inconcepibili, insensate, che mettono la squadra in sofferenza e che per poco non rimettono in carreggiata in maniera clamorosa uno Spezia alle corde. Come giustificare un Mertens non in condizione che entra nella ripresa e viene sostituito a due minuti dalla fine, un Osimhen da ritrovare buttato nella mischia con una squadra totalmente sbilanciata rinunciando agli equilibri sino a quel momento perfetti; insomma una rivoluzione che poteva essere magari comprensibile se ad uscire fossero stati Insigne e Politano. Ci lascia perplessi, tanto e non poco.