Se foste passati martedì 5 dicembre a piazza dei Martiri dalle 15 e fino a oltre le 22, avreste notato una lunghissima fila di persone all’ingresso della libreria Feltrinelli. Circa mille, tra quanti erano all’interno della libreria e chi attendeva fuori, fremevano per incontrare il loro beniamino. La quasi totalità della persone in fila era composta di giovani e giovanissimi tra i 15 e 27 anni; a testimoniare la loro giovinezza, alcune canzoni di cartoni animati intonate in coro da voci che, oltre a tradire la giovane età, così ingannavano la lunghissima attesa. Tutto ciò avrebbe fatto pensare che fossero in attesa di chissà quale cantante, scrittore o divo tv di soap opera, reality show, o star del web. E invece no. La “star” che tutti questi ragazzi attendevano di incontrare era Alberto Angela, che alle 17 ha presentato, alla Feltrinelli in via Santa Caterina a Chiaia, il suo ultimo libro, ‘Gli occhi della Gioconda’. In pochi fortunati hanno potuto assistere all’interno della libreria alla presentazione dell’autore, il quale ha sapientemente raccontato alcuni aneddoti e curiosità su Leonardo da Vinci, il grande genio italiano di cui in questo libro si narra la vita e le opere attraverso gli occhi della più famosa delle sue opere, la Monna Lisa, attraversando così un’epoca tra le più ricche di storia e arte qual è stato il Rinascimento. Il libro, nonostante siano state reperite ulteriori copie presso le altre sedi napoletane di Feltrinelli, era esaurito già alle 17, ora in cui era previsto l’incontro con l’autore, il che ha portato molte persone ad allontanarsi deluse, guardando quasi con invidia le altre mille in attesa. L’autore, come già accaduto in altre città, è rimasto fino a oltre le 22 a disposizione di chi attendeva di incontrarlo, dispensando autografi, dediche, foto e soprattutto sorrisi e cortesia non sempre comuni in queste circostanze, nonostante non vi fosse dubbio di quanto stanco potesse essere anche lui.

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A Napoli  Alberto Angela non ho portato solo la sua ultima opera, ma soprattutto la speranza di un futuro migliore, perché ovunque, in televisione, al bar, per strada o negli uffici, dilagano discorsi sulle nuove generazioni che vengono definite ‘vuote’, ‘superficiali’, ‘drogate dalla tecnologia, dal web, dalla tv’, spesso anche descritte come ‘ignoranti’ e, a Napoli in particolare, ‘violente senza speranza’. Chi martedì ha fatto quelle cinque e passa ore di fila ha invece scoperto un mondo di ragazzi che amano la cultura, che non sono per nulla ignoranti né vuoti, che usano sapientemente il web e la tecnologia per accrescere le loro conoscenze o farne un uso intelligente, giovani che discutono e si confrontano con competenza su argomenti che vanno dalla politica alla storia, dalla sociologia alla mitologia, e lo fanno con profondità e arguzia tali da stimolare i discorsi e tenerli sempre vivi, o da accenderne subito di nuovi e più interessanti. La fila di martedì è stata la risposta a chi descrive così negativamente le nuove generazioni e, passando fuori da Feltrinelli, mai avrebbe pensato che la “star” che tutti quei ragazzi attendevano di conoscere era Alberto Angela, perché per un autore i cui libri non sono romanzetti per ragazzi o derivati tv, ma pura divulgazione culturale, avrebbe pensato ad una fila di 40/60enni ben più contenuta. Sono tante le cose per cui in Italia dobbiamo ringraziare la famiglia Angela da quando tanti anni fa Piero Angela iniziò, con le sue trasmissioni e i suoi libri, a dimostrare che si poteva fare cultura avendo successo, grazie al suo modo, semplice ma sempre approfondito, di spiegare anche i temi più complessi in modo da renderli semplici anche per un ragazzo delle scuole medie. Oggi la sua opera viene proseguita, e forse anche migliorata, da suo figlio Alberto, a cui va il nostro ringraziamento perché martedì, oltre alla pazienza e cortesia di restare fino a tarda sera per non deludere quei ragazzi, ci ha dimostrato come la presentazione di un libro scritto da lui, possa significare la speranza in un futuro migliore, perché affidato a ragazzi che ne seguono l’insegnamento con passione e orgoglio, e questo, soprattutto in una città come Napoli, vale molto più dei tanti vuoti discorsi che spesso sentiamo quando si parla della nostra città. Grazie Alberto, Napoli ti attenderà sempre così, con passione e orgoglio!

Giorgio Manusakis